La crescita dei data center mette sotto pressione il sistema elettrico
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il settore delle infrastrutture digitali e porta con sé una domanda sempre più elevata di data center. In Italia il fenomeno interessa soprattutto la Lombardia, che ospita tra il 70 e l’80% delle strutture presenti sul territorio nazionale e rappresenta il principale polo di sviluppo del comparto. Il mercato continua a crescere rapidamente grazie agli investimenti destinati ai servizi cloud, all’elaborazione dei dati e ai nuovi sistemi di IA, ma l’aumento delle richieste di connessione alla rete elettrica solleva interrogativi sulla sostenibilità dell’intero sistema.
Il dato che più colpisce riguarda proprio la potenza richiesta per alimentare queste infrastrutture. Le domande di connessione presentate a Terna hanno raggiunto complessivamente 84 gigawatt, una quantità che supera l’attuale picco di consumo elettrico nazionale, fermo intorno ai 57 gigawatt. Circa la metà delle richieste riguarda la Lombardia e una quota molto significativa interessa la Città Metropolitana di Milano. Secondo quanto illustrato da Paolo Cuccia, responsabile della programmazione territoriale nord di Terna, si tratta di valori teorici che difficilmente troveranno una concreta realizzazione, ma che comunque impegnano la rete elettrica e richiedono valutazioni tecniche molto complesse.
La “ghost capacity” alimenta le preoccupazioni degli esperti
Il fenomeno della “ghost capacity” preoccupa gli esperti
Uno degli aspetti più discussi riguarda la cosiddetta “ghost capacity”, cioè la capacità elettrica prenotata dagli operatori senza che venga poi realmente utilizzata. Le società interessate ai nuovi data center possono infatti richiedere grandi quantità di energia per ottenere la connessione alla rete, anche se molti progetti non arrivano mai alla costruzione oppure funzionano con consumi inferiori rispetto a quelli inizialmente previsti.
Questo meccanismo obbliga comunque Terna a predisporre la disponibilità energetica richiesta, con il rischio di impegnare risorse che potrebbero rimanere inutilizzate. In Italia manca ancora una disciplina specifica che regoli questo fenomeno, mentre il numero delle richieste continua ad aumentare. Lo stesso Paolo Cuccia ha evidenziato che appare estremamente improbabile vedere realizzati tutti i progetti oggi presentati, anche perché il volume degli investimenti necessari risulterebbe enorme e difficilmente sostenibile dal mercato.
La legge lombarda apre un nuovo confronto
La nuova legge lombarda divide il dibattito
La crescita dei data center ha spinto la Regione Lombardia ad approvare la prima normativa italiana dedicata specificamente a queste infrastrutture. La legge introduce criteri urbanistici, ambientali ed energetici per disciplinare nuovi insediamenti e ampliamenti, con l’obiettivo dichiarato di accompagnare lo sviluppo tecnologico senza trascurare la tutela del territorio.
Il provvedimento incentiva la realizzazione dei data center nelle aree industriali dismesse o degradate, prevede agevolazioni per chi utilizza fonti energetiche rinnovabili, promuove il recupero del calore prodotto dagli impianti e vieta l’impiego dell’acqua potabile degli acquedotti per il raffreddamento delle strutture. Allo stesso tempo aumenta gli oneri urbanistici fino al 200% per gli interventi che interessano aree agricole o protette.
La normativa, tuttavia, alimenta anche numerose critiche. Alcuni osservatori ritengono che le maggiorazioni economiche non bastino a scoraggiare i grandi operatori internazionali, mentre altri evidenziano che il testo consente comunque nuovi insediamenti anche in aree naturali, purché vengano rispettate le condizioni previste dalla legge. Il confronto rimane aperto tra chi considera queste infrastrutture indispensabili per la competitività del Paese e chi teme un’ulteriore pressione sul consumo di suolo e sulle risorse energetiche.
La sfida tra innovazione e sostenibilità
Innovazione e sostenibilità devono procedere insieme
La diffusione dell’intelligenza artificiale rende sempre più strategico il ruolo dei data center, che rappresentano il cuore dell’economia digitale e dei servizi online. Allo stesso tempo, la loro espansione impone una pianificazione accurata, capace di bilanciare innovazione tecnologica, disponibilità di energia, tutela ambientale e sviluppo del territorio.
Le richieste di connessione oggi presentate superano di gran lunga i consumi effettivi del sistema elettrico italiano e dimostrano quanto rapidamente stia cambiando il settore. Nei prossimi anni istituzioni, gestori della rete e operatori privati dovranno trovare un equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e quella di garantire infrastrutture realmente sostenibili, evitando sprechi energetici e una diffusione disordinata dei nuovi impianti.
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