Il nuovo rapporto Pisa 2025 dell’Ocse consegna un risultato significativo per la scuola italiana: gli studenti quindicenni del nostro Paese ottengono risultati medi superiori a quelli dei coetanei di Francia e Germania sia nella lettura sia nella matematica. Il dato emerge dalla nuova edizione dell’indagine internazionale, pubblicata l’8 settembre 2026, che ha coinvolto circa 760 mila studenti in 91 Paesi ed economie. L’indagine valuta le competenze che i ragazzi riescono a utilizzare davanti a problemi e situazioni concrete, con particolare attenzione nel 2025 alle scienze e, come aree aggiuntive, alla lettura e alla matematica.
Italia avanti nella lettura
Nel confronto europeo considerato, la lettura rappresenta uno dei risultati più favorevoli per l’Italia. Gli studenti italiani raggiungono infatti 474 punti, contro i 465 della Germania e i 456 della Francia. La distanza risulta ancora più evidente osservando la quota di ragazzi che raggiunge almeno il livello minimo di competenza previsto dall’Ocse: in Italia arriva al 76%, mentre scende al 68% in Germania e al 67% in Francia. Il livello 2 rappresenta una soglia importante perché indica la capacità di individuare l’idea principale di un testo di media lunghezza, ricavare informazioni sulla base di criteri espliciti e riflettere sul contenuto e sulla forma di un testo quando la consegna lo richiede.
Il risultato italiano assume ancora più rilievo se inserito nel quadro internazionale. La media dei Paesi Ocse si ferma infatti a 461 punti nella lettura. L’Italia supera quindi la media dell’organizzazione e mantiene una posizione migliore rispetto alle due grandi realtà europee con cui spesso condivide confronti economici, sociali e scolastici. Tuttavia, il rapporto invita a evitare qualsiasi lettura trionfalistica: soltanto il 4% degli studenti italiani raggiunge il livello 5 o superiore in lettura, contro il 6% della media Ocse. I ragazzi che arrivano a questi livelli riescono a comprendere testi lunghi, affrontare concetti astratti o controintuitivi e distinguere fatti e opinioni attraverso informazioni implicite.
Matematica, un altro sorpasso italiano
Anche nella matematica l’Italia precede Francia e Germania. Gli studenti italiani raggiungono una media di 468 punti, mentre la Germania si ferma a 464 e la Francia a 458. La media Ocse arriva a 463 punti. Il confronto mostra quindi un vantaggio italiano rispetto ai due Paesi europei, anche se la differenza con la Germania resta contenuta. Più significativo appare invece il distacco dalla Francia, che registra una performance inferiore anche rispetto alla media dell’organizzazione.
Un altro indicatore conferma il quadro. In Italia il 69% degli studenti raggiunge almeno il livello 2 in matematica, contro il 66% della Germania e il 64% della Francia. La media Ocse si colloca al 65%. Questo livello indica, tra le altre capacità, la possibilità di interpretare una situazione semplice e riconoscere come rappresentarla matematicamente senza ricevere istruzioni dirette. Si tratta quindi di competenze essenziali per affrontare problemi concreti e utilizzare la matematica al di fuori degli esercizi scolastici tradizionali.
Il dato italiano non cancella le difficoltà
Dietro il confronto favorevole con Francia e Germania restano però alcuni segnali che richiedono attenzione. Il rapporto Ocse rileva che i risultati italiani del 2025 risultano sostanzialmente simili a quelli del 2022 nelle tre principali aree considerate. La matematica, però, mostra una debolezza strutturale nel lungo periodo: rispetto al 2015, la quota di studenti italiani sotto il livello 2 è aumentata di otto punti percentuali. Il Paese riesce quindi a collocarsi davanti ad alcuni importanti partner europei, ma non può ignorare il peggioramento registrato nell’arco dell’ultimo decennio.
La situazione appare ancora più complessa se si guarda alla fascia degli studenti con risultati eccezionali. In matematica soltanto il 7% degli studenti italiani raggiunge i livelli 5 o 6, contro l’8% della media Ocse e l’8% della Germania. La Francia si ferma invece al 5%. Il sistema italiano mostra dunque una buona capacità di mantenere una quota relativamente elevata di ragazzi sopra la soglia minima, ma fatica a far crescere una fascia molto ampia di studenti verso i livelli più avanzati.
Francia e Germania accusano un calo più marcato
Il confronto diventa particolarmente interessante osservando l’evoluzione dei tre Paesi. Francia e Germania hanno registrato nel 2025 risultati inferiori rispetto al 2022 sia in matematica sia in lettura. La Germania, inoltre, raggiunge nel 2025 i risultati più bassi mai registrati da Pisa nelle tre materie principali, secondo la serie storica dell’Ocse. Anche la Francia presenta risultati tra i più bassi mai rilevati dall’indagine, con un peggioramento particolarmente evidente rispetto a dieci anni prima.
L’Italia mostra invece una maggiore stabilità nel periodo più recente. L’Ocse segnala risultati medi del 2025 sostanzialmente analoghi a quelli del 2022 in matematica, lettura e scienze. Questa stabilità contribuisce a spiegare il vantaggio italiano nel confronto con Francia e Germania, ma non significa che il sistema scolastico nazionale abbia risolto le proprie criticità. La tenuta rispetto al 2022 convive infatti con una perdita di rendimento matematico rispetto agli anni precedenti e con una percentuale ancora limitata di studenti ai livelli più elevati.
La fotografia di una scuola europea in difficoltà
Il dato più importante del rapporto riguarda comunque l’intero quadro internazionale. Il rendimento medio dei Paesi Ocse ha raggiunto nel 2025 il livello più basso mai registrato da Pisa in matematica e lettura. Rispetto al 2015, la lettura ha perso 28 punti e la matematica 22 punti nella media dell’organizzazione. L’Ocse sottolinea inoltre che circa uno studente quindicenne su cinque nei Paesi dell’organizzazione non raggiunge il livello minimo in scienze, matematica e lettura.
In questo scenario, il risultato italiano acquista un significato particolare. Gli studenti italiani non dominano la classifica internazionale, ma riescono a mantenere una posizione relativamente solida nel confronto con due grandi sistemi scolastici europei. La lettura rappresenta il punto di forza più evidente, mentre la matematica mostra un vantaggio più contenuto ma comunque concreto. Il rapporto suggerisce però di leggere questi risultati con prudenza: superare Francia e Germania non equivale a raggiungere un livello di eccellenza internazionale.
La sfida per la scuola italiana resta quindi duplice: consolidare le competenze di base che oggi consentono agli studenti di ottenere risultati superiori a quelli di Francia e Germania e, nello stesso tempo, aumentare la presenza dei ragazzi nelle fasce più alte della distribuzione. L’indagine Pisa mostra che l’Italia possiede elementi di tenuta, soprattutto nella lettura, ma deve ancora affrontare il problema della perdita di competenze matematiche registrata nel lungo periodo. Il risultato del 2025 offre dunque un motivo per guardare con maggiore fiducia al confronto europeo, senza trasformarlo in un alibi per rinviare le riforme e gli investimenti necessari a migliorare la qualità complessiva dell’apprendimento.
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