Il colesterolo alto rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, ma nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti. Esistono tuttavia alcune manifestazioni che possono comparire osservando il proprio corpo davanti allo specchio e che meritano attenzione, soprattutto quando i valori di colesterolo raggiungono livelli estremamente elevati. Gli specialisti sottolineano però un aspetto fondamentale: la mancanza di questi segni non significa affatto che il colesterolo sia nella norma. Per questo motivo gli esami del sangue restano l’unico strumento affidabile per individuare precocemente un’alterazione dei valori e intervenire prima che possano insorgere complicanze a carico del cuore e dei vasi sanguigni.
I segni che possono comparire sul corpo
Secondo Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all’Università Sapienza di Roma, questi segnali si osservano soprattutto nelle persone affette da ipercolesterolemia familiare, una malattia genetica molto più diffusa di quanto si possa immaginare. La patologia interessa infatti circa una persona ogni 250-300 e coinvolge in Italia oltre 250 mila individui. Si tratta di una condizione che determina livelli di colesterolo particolarmente elevati fin dalla giovane età e che richiede una diagnosi tempestiva per ridurre il rischio cardiovascolare.
Il segnale più frequente prende il nome di xantelasma. Si tratta di piccoli accumuli di grasso di colore giallastro che compaiono sulla palpebra superiore oppure su quella inferiore. Questi depositi sottocutanei derivano dall’accumulo di colesterolo e risultano facilmente visibili a occhio nudo. Sebbene possano avere anche una valenza estetica, rappresentano soprattutto un campanello d’allarme che merita un approfondimento clinico attraverso esami specifici.
L’anello intorno alla cornea e gli accumuli sul tendine
Un secondo segnale riguarda direttamente gli occhi. Si tratta del cosiddetto arco corneale, un anello biancastro che circonda la cornea e che può risultare visibile anche illuminando l’occhio con la luce di uno smartphone. Questo segno non compare esclusivamente nelle persone con colesterolo elevato, poiché può presentarsi anche negli anziani come conseguenza dell’invecchiamento. Tuttavia, quando interessa soggetti giovani, può rappresentare un importante indicatore di un’alterazione del metabolismo del colesterolo. L’arco corneale non va confuso con la cataratta, che interessa invece la parte centrale dell’occhio dietro la pupilla.
Il terzo segnale, decisamente meno frequente, è rappresentato dagli xantomi del tendine d’Achille. Anche in questo caso si tratta di accumuli di grasso che provocano un rigonfiamento morbido e rilevato nella parte posteriore della caviglia, in corrispondenza del tendine. La presenza di questa alterazione costituisce un elemento particolarmente suggestivo di ipercolesterolemia familiare e richiede una valutazione medica approfondita. Gli specialisti precisano che questi segni tendono a ridursi o a scomparire dopo un trattamento efficace della malattia, confermando l’importanza di una terapia tempestiva.
Perché non bisogna affidarsi soltanto ai sintomi
Gli esperti ribadiscono che la grande maggioranza delle persone con colesterolo alto non presenta alcuna manifestazione esterna. Proprio per questo motivo affidarsi esclusivamente all’osservazione del proprio corpo può risultare fuorviante. Le analisi periodiche del sangue rappresentano l’unico metodo realmente efficace per conoscere i livelli di colesterolo e valutare il rischio cardiovascolare complessivo. Individuare precocemente un’ipercolesterolemia permette infatti di intervenire prima che possano verificarsi eventi gravi come infarto o ictus.
Chi nota la comparsa di xantelasmi, di un arco corneale in giovane età oppure di un rigonfiamento sul tendine d’Achille dovrebbe rivolgersi al proprio medico per eseguire gli accertamenti necessari. Una diagnosi precoce assume un’importanza ancora maggiore nelle forme ereditarie della malattia, poiché anche altri componenti della famiglia potrebbero presentare la stessa condizione senza esserne consapevoli.
Terapie e stile di vita per controllare il colesterolo
Per ridurre il colesterolo elevato, la terapia farmacologica continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci. Giorgio Sesti ricorda che gli effetti indesiderati delle statine risultano poco frequenti. In alcuni casi possono comparire dolori muscolari o miopatie associate all’aumento della creatinchinasi, ma si tratta di eventi rari. Inoltre oggi sono disponibili anche altri farmaci in grado di abbassare efficacemente il colesterolo senza provocare questo tipo di disturbi.
Accanto ai medicinali, uno stile di vita sano mantiene un ruolo importante. Un’alimentazione equilibrata contribuisce al controllo dei valori lipidici, anche se da sola spesso non basta, soprattutto nelle forme genetiche della malattia. Gran parte del colesterolo viene infatti prodotta direttamente dal fegato, motivo per cui la dieta, pur essendo fondamentale, raramente riesce a normalizzare valori molto elevati senza il supporto di una terapia specifica. Per questo gli specialisti invitano a non trascurare i controlli periodici e a seguire con costanza le indicazioni del proprio medico.
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