Cambiare Paese, ricominciare da zero e costruire una nuova quotidianità lontano dalla propria terra d’origine rappresenta una scelta sempre più concreta per molte persone. Nel 2026, però, alcuni Paesi sembrano offrire condizioni decisamente più favorevoli rispetto ad altri. La nuova edizione dell’Expat Insider Survey di InterNations fotografa infatti le esperienze di migliaia di persone che vivono all’estero e mette in evidenza quali destinazioni riescono a garantire il miglior equilibrio tra qualità della vita, accoglienza, opportunità professionali, situazione economica e servizi necessari per affrontare senza eccessive difficoltà la vita quotidiana.
La graduatoria prende in considerazione 31 destinazioni e raccoglie le valutazioni di 7.786 expat appartenenti a 162 nazionalità. Il risultato mostra una tendenza piuttosto netta: le prime posizioni premiano soprattutto i Paesi capaci di combinare un ambiente sociale accogliente con un costo della vita considerato sostenibile. Panama conquista ancora una volta il vertice della classifica, confermandosi per il terzo anno consecutivo la destinazione preferita dagli expat. Seguono Messico e Thailandia, mentre completano le prime dieci posizioni Emirati Arabi Uniti, Brasile, Spagna, Singapore, Portogallo, Malesia e Lussemburgo.
Panama resta al primo posto
Panama non si limita a mantenere la prima posizione generale, ma registra risultati molto solidi in diversi ambiti dell’indagine. Il Paese conquista il primo posto negli indici dedicati al lavoro all’estero e alle finanze personali, mentre raggiunge il secondo posto sia per la facilità di ambientamento sia per i servizi essenziali dedicati agli expat. Anche la qualità della vita offre un risultato positivo, con il sesto posto mondiale.
Il quadro economico contribuisce in modo importante al successo della destinazione. Il 90% degli expat intervistati a Panama considera sufficiente il proprio reddito disponibile per condurre una vita confortevole, mentre il 76% si dichiara soddisfatto della propria situazione finanziaria. Anche il costo generale della vita riceve valutazioni nettamente migliori rispetto alla media internazionale. Non sorprende quindi che Panama continui ad attirare numerosi pensionati: una quota significativa degli intervistati vive nel Paese dopo aver concluso la propria carriera lavorativa.
Messico e Thailandia conquistano gli expat
Al secondo posto compare il Messico, che conferma ancora una volta la propria capacità di accogliere chi arriva dall’estero. Il Paese conquista addirittura il primo posto nell’indice dedicato alla facilità di ambientamento. Gli expat apprezzano soprattutto la disponibilità della popolazione locale, la possibilità di costruire relazioni e la relativa semplicità con cui riescono ad adattarsi alla cultura del luogo.
Il Messico ottiene inoltre il terzo posto nell’indice relativo alle finanze personali, un risultato che contribuisce in maniera decisiva alla sua posizione generale. La combinazione tra costo della vita, possibilità di trovare una sistemazione e dimensione sociale rende il Paese particolarmente interessante per chi cerca una nuova esperienza internazionale senza rinunciare alla possibilità di costruire rapidamente una rete di conoscenze.
La Thailandia occupa invece il terzo gradino del podio e rappresenta una delle destinazioni più apprezzate per la felicità degli expat. Il Paese conquista il primo posto nella graduatoria dedicata alla soddisfazione personale e il secondo per le finanze personali. Anche il costo della vita rappresenta uno dei principali punti di forza, mentre l’ospitalità della popolazione facilita l’inserimento di chi decide di trasferirsi.
Sette Paesi della top 10 facilitano l’inserimento
Uno degli elementi più interessanti della classifica riguarda proprio la capacità dei Paesi migliori di far sentire gli stranieri a casa. Sette delle prime dieci destinazioni entrano infatti anche nella top 10 dell’indice dedicato alla facilità di ambientamento. Dopo Messico, Panama e Thailandia, troviamo Brasile, Emirati Arabi Uniti, Spagna e Portogallo.
Il Brasile, quinto nella graduatoria generale, si distingue in particolare per l’accoglienza. Il Paese raggiunge il secondo posto mondiale per la cordialità della popolazione locale e per la facilità con cui gli expat riescono a stringere amicizie con persone del posto. Anche la Spagna, sesta nella classifica generale, mostra un profilo molto positivo sotto questo aspetto e conquista il quarto posto nella graduatoria mondiale della felicità degli expat.
Gli Emirati Arabi Uniti, invece, costruiscono il quarto posto generale soprattutto grazie alla facilità nella gestione degli aspetti pratici della vita all’estero e alle prospettive professionali. Il Paese conquista infatti il primo posto sia nell’indice dedicato agli elementi essenziali per gli expat sia in quello relativo alle prospettive di carriera. Il risultato economico, però, risulta meno brillante rispetto alle prime tre destinazioni.
Il costo della vita pesa sulla scelta
Le finanze personali rappresentano uno degli elementi che più influenzano la percezione della qualità della vita all’estero. La classifica 2026 mostra una forte presenza di Paesi considerati convenienti. Panama occupa il primo posto nell’indice delle finanze personali, seguita da Thailandia, Messico, Portogallo e Malesia. In queste destinazioni gli expat giudicano positivamente sia il costo generale della vita sia la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili.
La situazione cambia sensibilmente quando si considerano Paesi economicamente più costosi. Singapore, settima nella classifica generale, raggiunge il secondo posto per qualità della vita ma deve fare i conti con costi abitativi elevati. Anche Lussemburgo, decimo nella graduatoria complessiva, offre una qualità della vita molto apprezzata ma presenta un costo della vita e degli alloggi che rappresentano un ostacolo per molti residenti stranieri.
L’Italia resta lontana dalle prime posizioni
Il confronto internazionale non offre invece un risultato particolarmente favorevole all’Italia. Il nostro Paese occupa il 24° posto nella classifica generale, mentre presenta difficoltà ancora più evidenti quando gli expat valutano alcuni aspetti pratici e professionali della loro esperienza.
Nell’indice dedicato agli elementi essenziali per vivere all’estero, l’Italia raggiunge infatti il 29° posto. Tra i principali problemi emergono la burocrazia e le difficoltà legate alla gestione dei rapporti con le amministrazioni. Anche sul fronte lavorativo il risultato appare debole: l’Italia si colloca al 30° posto nell’indice Working Abroad, davanti soltanto alla Turchia. Il dato evidenzia come la qualità della vita e il fascino del territorio non bastino, da soli, a garantire un’esperienza positiva a chi decide di trasferirsi per motivi professionali.
Europa in difficoltà nella parte bassa della graduatoria
La parte finale della classifica mostra un altro elemento significativo. Otto dei dieci Paesi nelle ultime posizioni appartengono all’Europa. La graduatoria generale vede infatti in fondo Norvegia, Germania, Turchia, Regno Unito, Canada, Svezia, Repubblica Ceca, Italia, Austria e Svizzera, anche se con posizioni differenti rispetto ai singoli indici.
Norvegia chiude la classifica generale al 31° posto. Il Paese offre un’elevata qualità ambientale e numerosi elementi positivi sul piano della sicurezza e della qualità della vita, ma gli expat incontrano maggiori difficoltà quando devono costruire relazioni sociali e sentirsi realmente parte della comunità locale. Anche Germania e Svezia registrano problemi simili, con risultati poco brillanti nell’indice dedicato alla facilità di ambientamento.
Il quadro dimostra quindi che scegliere dove vivere all’estero non significa semplicemente individuare il Paese con il miglior sistema sanitario, gli stipendi più alti o il paesaggio più suggestivo. Per chi parte, contano sempre di più la possibilità di sentirsi accolto, il costo della vita, la facilità di trovare casa, la gestione della burocrazia, la qualità delle relazioni personali e l’equilibrio tra lavoro e vita privata.
La fotografia del 2026 consegna così un messaggio piuttosto chiaro: le destinazioni più apprezzate dagli expat sono quelle che riescono a unire convenienza economica e calore umano. Panama, Messico e Thailandia rappresentano in questo senso il modello più convincente della nuova classifica, mentre diversi Paesi europei, pur mantenendo standard elevati in termini di servizi e qualità della vita, incontrano maggiori difficoltà nel garantire agli stranieri un inserimento semplice e una quotidianità realmente soddisfacente.
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