Il caffè accompagna da sempre le abitudini quotidiane di milioni di persone e, soprattutto in Italia, espresso e moka occupano un posto speciale nella giornata. C’è chi ne beve uno al mattino, chi ne aggiunge uno dopo pranzo e chi arriva facilmente a quattro o cinque tazzine prima di sera. Ma il numero delle tazzine, da solo, non permette di stabilire quanta caffeina assumiamo realmente. La quantità della sostanza stimolante può infatti cambiare in base al tipo di preparazione, alla dose utilizzata, alla miscela e alle dimensioni della bevanda.
Il vero parametro da controllare è la caffeina
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare considera, per un adulto sano, fino a 400 mg di caffeina distribuiti nell’arco della giornata come una quantità che non desta preoccupazioni per la sicurezza. Il dato non corrisponde però a un numero universale di tazzine, perché ogni caffè può contenere quantità differenti di caffeina. Come riferimento, l’EFSA indica circa 80 mg per una porzione di espresso da 60 ml, precisando che i valori possono variare sensibilmente. :contentReference[oaicite:0]{index=0}
Questo significa che ragionare esclusivamente in termini di “tre caffè”, “quattro caffè” o “cinque caffè” può risultare fuorviante. Una tazzina piccola non equivale necessariamente alla stessa quantità di caffeina contenuta in una preparazione più grande e concentrata. Anche il metodo di estrazione può modificare il risultato finale. Per questo motivo, quando si valuta il consumo quotidiano, occorre considerare l’intero apporto di caffeina proveniente da caffè, tè, bevande energetiche, cola, cioccolato e altri prodotti.
Espresso e moka non sono semplicemente intercambiabili
La differenza tra espresso e moka non riguarda soltanto il gusto. Cambiano il procedimento di preparazione, il volume della bevanda e il modo con cui l’acqua attraversa il caffè. Di conseguenza, non esiste una regola secondo cui una tazzina di espresso e una tazza preparata con la moka debbano contenere esattamente la stessa quantità di caffeina. La composizione della miscela e la quantità di caffè impiegata possono inoltre incidere sul risultato.
Per questo chi vuole capire se il proprio consumo rientra nei livelli considerati sicuri dovrebbe guardare alla caffeina complessiva assunta durante la giornata. Anche l’orario ha importanza. L’EFSA segnala infatti che una dose di 100 mg può influenzare la durata e la qualità del sonno in alcune persone, soprattutto quando si assume la caffeina vicino all’ora di andare a letto. La sensibilità individuale può quindi rendere problematico anche un quantitativo che, sul piano generale, rientra nei limiti di sicurezza. :contentReference[oaicite:1]{index=1}
Tre o quattro caffè non rappresentano automaticamente un eccesso
La ricerca scientifica ha osservato in diversi studi un’associazione tra consumo moderato di caffè e alcuni esiti favorevoli per la salute. Una revisione pubblicata sul British Medical Journal ha analizzato numerose meta-analisi e ha rilevato che le associazioni più favorevoli per diversi esiti emergevano generalmente con un consumo intorno a tre-quattro tazze al giorno rispetto al mancato consumo. Questi risultati, però, descrivono associazioni statistiche e non dimostrano che bere più caffè provochi direttamente benefici sulla salute. :contentReference[oaicite:2]{index=2}
Anche uno studio condotto sulla popolazione italiana attraverso il progetto Moli-sani ha osservato un’associazione tra un consumo moderato, pari a circa tre-quattro tazze quotidiane, e una minore mortalità cardiovascolare e complessiva. Gli stessi ricercatori hanno sottolineato la natura osservazionale dei dati, quindi non si può trasformare il risultato in una prescrizione valida per ogni individuo. Il caffè può inserirsi in una dieta equilibrata, ma non rappresenta una terapia e non rende automaticamente salutare uno stile di vita poco equilibrato. :contentReference[oaicite:3]{index=3}
Quando quattro caffè possono diventare troppi
Il limite dei 400 mg non rappresenta un obiettivo da raggiungere ogni giorno. L’EFSA lo considera un livello che, nella popolazione adulta sana, non pone generalmente problemi di sicurezza quando la caffeina si distribuisce durante la giornata. Alcune persone possono però sviluppare effetti indesiderati anche con quantità inferiori. Insonnia, agitazione, palpitazioni, nervosismo e disturbi gastrointestinali possono segnalare una sensibilità individuale maggiore alla caffeina.
La FDA statunitense utilizza anch’essa il riferimento dei 400 mg quotidiani per la maggior parte degli adulti, sottolineando però che la sensibilità alla caffeina e la velocità con cui l’organismo la elimina cambiano molto da persona a persona. Anche alcune condizioni e determinati farmaci possono aumentare la sensibilità. :contentReference[oaicite:4]{index=4}
In gravidanza il limite cambia
Per le donne in gravidanza il riferimento risulta più prudente. L’EFSA indica 200 mg di caffeina al giorno, considerando tutte le fonti, come quantità che non desta preoccupazioni per la salute del feto. Anche in questo caso il conteggio non deve riguardare soltanto il caffè: tè, cioccolato, bevande contenenti caffeina e altri prodotti contribuiscono al totale giornaliero. :contentReference[oaicite:5]{index=5}
Il principio fondamentale, quindi, resta semplice: non esiste un numero magico di tazzine valido per tutti. Per un adulto sano, un consumo moderato può rientrare tranquillamente nei livelli considerati sicuri, ma bisogna valutare la quantità effettiva di caffeina e la risposta del proprio organismo. Espresso e moka possono entrambi trovare spazio nella quotidianità, purché il consumo complessivo rimanga compatibile con le proprie esigenze e senza trascurare gli effetti sul sonno.
In definitiva, la domanda “quanti caffè posso bere?” richiede una risposta più precisa: quanta caffeina assumo durante la giornata e come reagisce il mio organismo? Il numero delle tazzine offre soltanto una stima approssimativa. La qualità del sonno, l’eventuale presenza di altri alimenti o bevande contenenti caffeina e le caratteristiche individuali diventano elementi decisivi per capire quando il piacere del caffè supera la soglia personale di tolleranza.
ExtraRem: tutto il resto, senza filtri.
Clicca qui per iscriverti al canale Whatsapp!
Table of Contents

