Novembre 2026 porterà una novità economica per una categoria specifica di pensionati: i medici e gli odontoiatri iscritti alla Fondazione Enpam, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. Il prossimo cedolino comprenderà l’adeguamento annuale delle prestazioni previdenziali e gli arretrati maturati nei primi dieci mesi dell’anno. Non si tratta di un aumento generalizzato per tutti i pensionati italiani, ma di una misura che interessa gli iscritti alle gestioni previdenziali dell’Enpam in possesso dei requisiti previsti.
La rivalutazione per il 2026 ha seguito un percorso amministrativo che si è concluso a settembre, dopo le verifiche dei ministeri competenti. Il consiglio di amministrazione della Fondazione aveva già approvato l’intervento il 29 gennaio, ma i pensionati dovranno attendere novembre per trovare nel cedolino gli importi aggiornati e le somme arretrate. L’adeguamento decorre dal 1° gennaio 2026: per questo motivo, il pagamento di novembre comprenderà anche le differenze maturate nei mesi precedenti.
Quanto aumenta la pensione nel 2026
Il meccanismo di rivalutazione applica un incremento differenziato in base all’importo della pensione. Per il 2026, l’indice di riferimento legato all’inflazione raggiunge l’1,4%. Il regolamento Enpam, tuttavia, non riconosce questa percentuale integralmente su tutti i trattamenti: fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, corrispondenti a una soglia annua di 31.816,20 euro, l’adeguamento raggiunge il 75% dell’indice. Sulla quota che supera tale limite, invece, la percentuale scende al 50%.
In termini pratici, sulla parte della pensione che rientra nella prima fascia, l’incremento effettivo corrisponde all’1,05%. Per la quota eccedente la soglia annua di 31.816,20 euro, l’aumento si attesta invece allo 0,70%. L’importo aggiuntivo dipende dal valore della pensione e dalla quota che ricade in ciascuna fascia. Di conseguenza, non esiste una cifra uguale per tutti i beneficiari.
Arretrati da gennaio a ottobre: gli importi degli esempi
La particolarità del cedolino di novembre riguarda anche il recupero degli importi maturati dall’inizio dell’anno. I pensionati interessati riceveranno infatti, insieme alla mensilità aggiornata, le somme arretrate relative al periodo compreso tra gennaio e ottobre 2026. Il pagamento comprenderà quindi sia l’incremento ordinario del mese sia gli importi accumulati nei dieci mesi precedenti.
Per comprendere meglio gli effetti della rivalutazione, alcune simulazioni prendono in considerazione pensioni annue di diverso importo. Con un trattamento lordo di 20.000 euro all’anno, l’incremento annuo indicativo raggiunge 210 euro lordi, pari a circa 16,15 euro per ciascuna delle tredici mensilità. Gli arretrati relativi ai primi dieci mesi arrivano invece a circa 161 euro lordi.
Per una pensione annua di 30.000 euro lordi, la rivalutazione determina un aumento indicativo di 315 euro lordi nell’arco dell’anno. La quota mensile corrisponde a circa 24,23 euro per tredici mensilità, mentre gli arretrati da gennaio a ottobre ammontano a circa 242 euro lordi. Queste cifre rappresentano esempi orientativi: il valore effettivo può variare in base alla prestazione e ai criteri applicati al singolo trattamento.
Pensioni superiori a 31.816 euro: come cambia il calcolo
Il meccanismo cambia per chi percepisce una pensione superiore alla soglia di 31.816,20 euro annui. In questi casi, la percentuale dell’1,05% riguarda la quota che rientra nella prima fascia, mentre sulla parte eccedente la Fondazione applica lo 0,70%. Il calcolo tiene quindi conto di entrambe le percentuali e non applica un unico incremento all’intero assegno.
Un esempio riguarda una pensione annua lorda di 40.000 euro. La parte che supera la soglia ammonta a 8.183,80 euro e rientra nella fascia con rivalutazione dello 0,70%. Il calcolo complessivo produce un incremento annuo indicativo di circa 391 euro lordi, considerando l’adeguamento previsto per entrambe le quote. Anche in questo caso, l’importo netto può risultare inferiore per effetto delle trattenute fiscali.
Chi riceverà gli aumenti nel cedolino di novembre
La rivalutazione interessa diverse gestioni previdenziali dell’Enpam. Tra queste rientra il Fondo di previdenza generale, che comprende la Quota A, alla quale risultano iscritti i medici e gli odontoiatri, e la Quota B, collegata all’attività libero-professionale. Sono coinvolte anche le pensioni del Fondo della medicina convenzionata e accreditata, che comprende professionisti come medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale, operatori dell’emergenza territoriale e specialisti ambulatoriali o esterni.
Secondo i dati della Fondazione riferiti alla fine di dicembre 2025, gli iscritti titolari di pensione o prestazioni per superstiti nelle gestioni previdenziali Enpam raggiungevano 184.021 unità. A questa platea si aggiungono i professionisti ancora in attività, che non coincidono necessariamente con i beneficiari degli aumenti in pagamento a novembre.
Accredito automatico: non serve presentare domanda
I pensionati interessati non devono presentare una domanda specifica per ottenere gli arretrati: la Fondazione procederà all’accredito automatico degli importi spettanti. Per verificare la somma effettivamente riconosciuta, sarà comunque importante controllare il cedolino di novembre e distinguere l’importo lordo dalle somme nette disponibili dopo le trattenute fiscali.
La rivalutazione e gli arretrati non richiedono una procedura di richiesta individuale. Gli interessati potranno verificare gli importi direttamente nella documentazione relativa al pagamento mensile, controllando le voci che identificano l’adeguamento e le somme riferite ai mesi precedenti. L’importo effettivo dipenderà dalla pensione individuale, dalle fasce applicabili e dalla tassazione.
Attenzione: non è un aumento per tutte le pensioni Inps
La notizia riguarda le prestazioni previdenziali Enpam e non annuncia un nuovo aumento generalizzato per tutte le pensioni erogate dall’Inps. Per le pensioni ordinarie, la rivalutazione provvisoria del 2026 ha già previsto un adeguamento dell’1,4% a partire da gennaio, con criteri differenziati in funzione dell’importo dell’assegno. Il trattamento minimo Inps per il 2026 ha raggiunto 611,85 euro mensili.
Inoltre, il cedolino può cambiare per ragioni diverse dalla rivalutazione, come conguagli fiscali, rimborsi derivanti dalla dichiarazione dei redditi o trattenute. Per questo motivo, prima di attribuire un eventuale incremento a una nuova misura previdenziale, occorre verificare la voce specifica riportata nel documento mensile.
Per i medici e gli odontoiatri interessati, novembre rappresenterà dunque il momento in cui l’adeguamento Enpam del 2026 confluirà concretamente nel pagamento, insieme agli arretrati maturati nei mesi precedenti. L’importo finale dipenderà dalla pensione individuale, dalle fasce di rivalutazione applicabili e dalle trattenute previste.
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