Il Mondiale 2026 si interrompe con largo anticipo per il Brasile. La Seleção saluta il torneo già agli ottavi di finale dopo la sconfitta per 2-1 contro la Norvegia, un risultato che pesa non solo per il prestigio della nazionale più titolata nella storia della competizione, ma anche per le aspettative che avevano accompagnato l’arrivo di Carlo Ancelotti sulla panchina verdeoro. L’eliminazione ha immediatamente acceso un acceso confronto tra tifosi, opinionisti e addetti ai lavori, che hanno puntato il dito contro le scelte tecniche del commissario tecnico italiano.
Le critiche si concentrano sulle scelte del commissario tecnico
Il malcontento si è diffuso rapidamente sui social network, dove migliaia di sostenitori del Brasile hanno attribuito all’allenatore una parte importante delle responsabilità per l’uscita di scena della squadra. Nel mirino sono finite soprattutto la formazione iniziale schierata contro la Norvegia e la gestione dei cambi durante la partita. Molti tifosi hanno contestato l’utilizzo di alcuni giocatori e l’esclusione di altri elementi che, secondo una parte dell’opinione pubblica brasiliana, avrebbero potuto offrire maggiore qualità e imprevedibilità.
Tra i nomi più citati compare quello di Luiz Henrique, attaccante che aveva trovato spazio soltanto nella gara contro il Marocco e che successivamente non è più stato impiegato. Diversi commentatori hanno sostenuto che la sua presenza avrebbe potuto dare maggiore profondità all’attacco brasiliano. Allo stesso tempo, numerose critiche hanno riguardato la scelta di affidarsi a elementi come Casemiro, Rayan e Danilo, schierati dal primo minuto nella partita decisiva contro la Norvegia.
Un’altra eliminazione che alimenta il momento difficile del Brasile
L’uscita agli ottavi rappresenta un’altra delusione per una nazionale che da anni fatica a ritrovare il ruolo dominante che l’ha resa una delle squadre più vincenti della storia del calcio mondiale. Il Brasile continua infatti a incontrare grandi difficoltà nella fase a eliminazione diretta dei Mondiali. L’ultima presenza in semifinale risale infatti all’edizione del 2014, disputata in casa, mentre nelle competizioni successive la Seleção non è più riuscita a spingersi oltre i quarti di finale o, come in questa occasione, oltre gli ottavi.
Anche la sfida con la Norvegia ha lasciato spazio ai rimpianti. Uno degli episodi più significativi è arrivato nei primi minuti dell’incontro, quando Bruno Guimarães ha fallito un calcio di rigore che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara. Quel momento viene indicato da molti osservatori come uno dei passaggi decisivi dell’incontro, anche se il Brasile non è poi riuscito a esprimere continuità nel gioco durante il resto della partita.
Carlo Ancelotti difende il percorso della squadra
Al termine della gara, Carlo Ancelotti ha affrontato con serenità le domande dei giornalisti e ha respinto l’idea di un fallimento totale del progetto tecnico. Il commissario tecnico ha riconosciuto la delusione per l’eliminazione, ma ha anche sottolineato gli aspetti positivi mostrati dalla squadra nel corso della competizione.
«La squadra ha fatto bene a tratti. Sullo 0-0 abbiamo avuto occasioni, ho fatto cambi per dare maggiore profondità e freschezza», ha spiegato il tecnico italiano durante la conferenza stampa.
Successivamente Ancelotti ha ribadito che il percorso della nazionale brasiliana non deve interrompersi con questa sconfitta, indicando la volontà di proseguire il lavoro avviato negli ultimi mesi.
«Siamo delusi per l’eliminazione, è ovvio. La squadra non ha fatto un Mondiale spettacolare ma ha giocato un buon torneo. Dobbiamo pensare che questa sconfitta sia l’inizio di una nuova avventura: questa partita non è la fine, questa sconfitta è l’inizio di un nuovo ciclo», ha dichiarato l’allenatore.
Il tecnico ha concluso il proprio intervento con un messaggio che conferma la sua determinazione a continuare il progetto sulla panchina verdeoro: «Io continuo a vivere questa passione nello stesso modo. E finché c’è questa passione, io continuo».
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