Il nuovo sostegno economico destinato alla mobilità pubblica guarda al 2027, ma non rappresenta ancora un bonus già operativo e definitivamente disciplinato. Il progetto nasce all’interno del Piano sociale per il clima italiano, collegato al Fondo sociale per il clima dell’Unione europea, e punta a sostenere le persone maggiormente esposte al cosiddetto rischio di povertà dei trasporti. Il piano italiano prevede infatti una specifica misura denominata “Il Mio Conto Mobilità”, alla quale il progetto presentato dal governo ha destinato 1,74 miliardi di euro. Tuttavia, al 10 agosto 2026 il quadro non consente ancora di considerare definitivi tutti i dettagli relativi agli importi, ai criteri di accesso e alle modalità concrete di assegnazione. Il Piano nazionale, infatti, deve ancora completare il percorso con la Commissione europea.
Il progetto nasce dal Piano sociale per il clima
La misura si inserisce in un programma molto più ampio. Il Piano sociale per il clima italiano vale complessivamente circa 9,3 miliardi di euro e comprende interventi rivolti sia alla riduzione dei consumi energetici sia alla mobilità. Una quota di 3,105 miliardi di euro riguarda lo sviluppo dei servizi di trasporto pubblico e degli hub di mobilità nelle aree svantaggiate, mentre altri 1,74 miliardi riguardano proprio “Il Mio Conto Mobilità”, pensato per aiutare le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai trasporti. Il progetto nasce quindi con una finalità precisa: ridurre l’impatto economico degli spostamenti sulle famiglie più vulnerabili e favorire l’utilizzo del trasporto pubblico.
Il collegamento con la politica climatica europea assume un peso importante perché il Fondo sociale per il clima mira ad attenuare gli effetti sociali della transizione energetica, in particolare per le famiglie vulnerabili, le microimprese e gli utenti dei trasporti maggiormente esposti ai rincari. Il nuovo sistema europeo ETS2 riguarda infatti i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale e punta a entrare pienamente nella fase operativa dal 2028. L’Unione europea ha previsto il Fondo proprio per accompagnare questa trasformazione e limitare le conseguenze economiche sulle categorie più fragili.
Fino a 400 euro, ma gli importi non sono ancora definitivi
Il progetto circolato nelle anticipazioni prevede un sostegno che potrebbe arrivare fino a 400 euro all’anno, utilizzabile per acquistare diversi titoli di viaggio del trasporto pubblico, compresi biglietti e abbonamenti. Questa impostazione differirebbe dal precedente Bonus trasporti, che funzionava attraverso un contributo collegato all’acquisto di un abbonamento. L’idea del nuovo modello consiste invece nella creazione di una sorta di portafoglio individuale dedicato alla mobilità, da utilizzare nell’arco di un determinato periodo.
Occorre però distinguere con attenzione tra le informazioni programmatiche già emerse e le regole che diventeranno effettive soltanto dopo l’approvazione definitiva e i successivi provvedimenti attuativi. Non esiste quindi oggi una procedura definitiva per presentare la domanda e non è ancora possibile considerare acquisito il diritto a ricevere 100, 200 o 400 euro. Anche la ripartizione delle risorse indicata nel Piano può subire modifiche durante il confronto con la Commissione europea. Le informazioni disponibili descrivono dunque una misura in preparazione e non un bonus già richiedibile.
Il nodo dell’Isee e della graduatoria
Tra gli elementi indicati nel progetto compare una forte attenzione alla condizione economica dei richiedenti. Le anticipazioni parlano di una soglia Isee fissata a 20mila euro, con un peso significativo del valore dell’indicatore nella formazione della graduatoria. Il meccanismo avrebbe quindi una logica diversa rispetto al vecchio click day: non conterebbe semplicemente la velocità con cui una persona presenta la richiesta, ma la situazione complessiva del richiedente.
Secondo lo schema illustrato nelle anticipazioni, il punteggio potrebbe tenere conto dell’Isee, della distanza tra l’abitazione e il luogo abituale di studio o lavoro e di altri elementi legati alla disponibilità di un’automobile e all’utilizzo precedente del trasporto pubblico. L’obiettivo sarebbe quello di concentrare le risorse sulle persone che hanno maggiore necessità di utilizzare autobus, tram, metropolitane e altri servizi pubblici per gli spostamenti quotidiani. Il principio della graduatoria rappresenterebbe quindi una delle principali novità rispetto al precedente sistema di assegnazione.
Distanza, automobile e abbonamenti possono incidere
Nel modello anticipato, la situazione economica non rappresenterebbe l’unico parametro. La graduatoria potrebbe infatti attribuire un punteggio anche in base alla distanza tra casa e luogo abituale di studio o lavoro. Le persone che devono affrontare spostamenti più lunghi avrebbero quindi un vantaggio nella valutazione rispetto a chi vive a pochi chilometri dalla propria destinazione quotidiana.
Altri elementi riguarderebbero la disponibilità di un’automobile e l’utilizzo recente del trasporto pubblico. La mancanza di un’auto e la presenza di precedenti abbonamenti ai mezzi potrebbero aumentare il punteggio, rafforzando l’idea di un intervento rivolto soprattutto a chi dipende concretamente dalla mobilità collettiva. Nello schema anticipato compaiono inoltre condizioni particolari per alcune categorie vulnerabili, tra cui persone con disabilità, caregiver familiari e persone che devono affrontare spostamenti frequenti per trattamenti sanitari continuativi.
Niente click day secondo il nuovo modello
Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio il superamento del sistema basato sulla rapidità della richiesta. Il vecchio Bonus trasporti aveva infatti generato una forte competizione tra gli utenti per ottenere le risorse disponibili. Il nuovo progetto punta invece a una graduatoria costruita sulla situazione economica e sulle caratteristiche personali e familiari. In questo modo il momento esatto della presentazione della domanda non dovrebbe determinare da solo l’accesso al beneficio.
La gestione dovrebbe inoltre passare attraverso strumenti digitali dedicati. Il progetto collegato al Piano sociale per il clima parla di portafogli digitali destinati al trasporto pubblico. Qualora la piattaforma definitiva non risultasse immediatamente disponibile, le amministrazioni potrebbero prevedere sistemi alternativi per consentire ai beneficiari di utilizzare il contributo. Anche su questo punto, però, serviranno i provvedimenti attuativi per conoscere la procedura definitiva.
Quando potrebbe partire il bonus
Il riferimento temporale indicato per il nuovo sostegno è il 2027, ma la data precisa dipenderà dall’iter di approvazione del Piano sociale per il clima e dalla successiva definizione delle regole nazionali. Il quadro europeo prevede una programmazione complessiva fino al 2032, mentre il Fondo sociale per il clima nasce proprio per accompagnare le misure sociali legate alla transizione energetica.
La situazione attuale impone quindi prudenza. Il governo ha definito una strategia nazionale e ha indicato le risorse da destinare alla mobilità, ma non è ancora possibile presentare una domanda per ottenere il nuovo Bonus trasporti né considerare definitivi tutti i requisiti riportati nelle anticipazioni. Un recente quadro di aggiornamento sul Piano segnala infatti che la proposta italiana non aveva ancora ottenuto l’approvazione definitiva della Commissione europea e che la ripartizione delle risorse poteva ancora cambiare durante il negoziato.
Per chi utilizza ogni giorno autobus, treni regionali, tram e altri servizi di trasporto pubblico, la misura potrebbe comunque rappresentare un sostegno importante. L’elemento centrale del progetto consiste nel destinare maggiori risorse a chi affronta una reale difficoltà economica e di mobilità, evitando un meccanismo nel quale la semplice tempestività della richiesta determina l’accesso al contributo. Il valore massimo di 400 euro, così come le fasce di importo e i singoli criteri della graduatoria, dovranno però trovare conferma nei provvedimenti definitivi.
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