Il Governo rilancia gli incentivi dedicati alla conversione delle automobili alimentate a benzina attraverso un nuovo provvedimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura sostiene il cosiddetto retrofit, cioè l’installazione di un impianto a Gpl oppure a metano su vetture già in circolazione, con l’obiettivo di favorire una mobilità meno inquinante e consentire ai proprietari di ridurre le spese legate ai rifornimenti.
Il contributo, riconosciuto direttamente come sconto in fattura, evita ai cittadini procedure complesse per ottenere il rimborso. L’incentivo ammonta a 400 euro per la conversione a Gpl e può arrivare fino a 800 euro per l’installazione di un impianto a metano.
Chi può ottenere il bonus
La misura interessa un’ampia platea di automobilisti. Possono accedere al contributo sia le persone fisiche sia le persone giuridiche che scelgono di installare un nuovo impianto Gpl o metano su veicoli appartenenti alle classi ambientali Euro 3, Euro 4, Euro 5 ed Euro 6.
Il decreto, tuttavia, prevede un’esclusione precisa. Restano fuori le persone giuridiche che svolgono attività di commercio di autoveicoli della categoria M1, mentre tutti gli altri soggetti che rispettano i requisiti possono beneficiare dell’agevolazione.
La misura rappresenta una prosecuzione degli incentivi già introdotti negli anni precedenti, ma amplia la platea dei beneficiari rispetto ad alcune versioni precedenti del bonus, consentendo anche alle aziende di usufruire del sostegno economico, salvo le eccezioni previste dal decreto.
Come funziona lo sconto in fattura
Uno degli aspetti più interessanti del provvedimento riguarda proprio il meccanismo di erogazione. Chi decide di effettuare la trasformazione non dovrà presentare una domanda per ricevere successivamente il rimborso, perché il beneficio economico verrà applicato direttamente al momento dell’installazione dell’impianto.
L’installatore riconoscerà infatti lo sconto al cliente direttamente sulla fattura. In seguito sarà il costruttore degli impianti a rimborsare l’officina, recuperando poi l’importo attraverso il credito d’imposta previsto dalla normativa.
Per gli automobilisti questo sistema semplifica notevolmente l’accesso al contributo, eliminando tempi di attesa e pratiche amministrative particolarmente complesse.
Quanto si può risparmiare con la conversione
Il bonus copre solo una parte della spesa necessaria per installare il nuovo impianto, ma permette comunque di alleggerire sensibilmente il costo iniziale.
In generale, la trasformazione di un’auto a Gpl comporta una spesa compresa tra circa mille e duemila euro, mentre l’installazione di un impianto a metano può richiedere un investimento simile o leggermente superiore, variabile in base al modello dell’automobile e alla tipologia dell’impianto.
A queste cifre occorre aggiungere, nel tempo, i costi di manutenzione previsti dalla normativa, come la sostituzione o la revisione delle bombole secondo le scadenze stabilite.
Nonostante l’investimento iniziale, molti automobilisti scelgono questa soluzione perché il minor costo del carburante permette spesso di recuperare parte della spesa nel corso degli anni, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni anno.
Le risorse disponibili e gli obiettivi della misura
Il decreto inserisce gli incentivi all’interno della programmazione del Fondo Automotive per il periodo 2026-2030, destinando risorse specifiche alla conversione delle auto già circolanti. L’obiettivo consiste nel favorire una riduzione delle emissioni senza obbligare le famiglie a sostituire il proprio veicolo con uno nuovo, sostenendo allo stesso tempo le imprese italiane che operano nella produzione degli impianti, nella distribuzione dei carburanti alternativi e nelle officine specializzate nelle trasformazioni.
Secondo quanto previsto dal provvedimento, ulteriori dettagli operativi sulle procedure di attuazione verranno definiti facendo riferimento alle modalità già adottate con il precedente decreto dedicato agli incentivi retrofit. Per questo motivo nelle prossime settimane sono attese ulteriori indicazioni pratiche sull’apertura delle procedure e sulle modalità di gestione delle richieste da parte degli installatori.
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