Un telefono acceso ha interrotto per qualche istante la proiezione di “Succederà questa notte” alla Mostra del Cinema di Venezia. A intervenire direttamente è stato Nanni Moretti, che non ha nascosto il proprio disappunto davanti a uno spettatore rimasto al cellulare durante le prime scene.
La vicenda è avvenuta nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, al Lido di Venezia, subito dopo l’avvio del film. Il regista e il cast erano stati appena presentati al pubblico e le luci erano già state spente quando sullo schermo sono comparsi i titoli iniziali.
In platea, però, Nanni Moretti ha notato una persona che continuava a utilizzare il telefono. In un primo momento ha preferito attendere, lasciando che lo spettatore interrompesse autonomamente l’utilizzo del dispositivo.
La situazione non è cambiata con l’inizio delle prime sequenze e dei dialoghi. A quel punto il regista ha deciso di intervenire personalmente.
Moretti si è alzato, ha abbandonato la galleria ed è sceso in platea per raggiungere lo spettatore. Dopo aver percorso il corridoio, gli ha chiesto senza mezzi termini di spegnere il cellulare. Terminato il richiamo, è tornato al proprio posto e la proiezione è ripartita.
La scena sorprende il pubblico
L’inatteso intervento ha lasciato sorpresi gli spettatori e anche il personale incaricato di controllare la sala. Tra le persone presenti c’era Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, che si trovava nella stessa fila di Nanni Moretti.
Il momento è poi diventato uno degli episodi più curiosi legati alla presentazione del film. Il giorno successivo, infatti, è stato lo stesso regista a raccontare pubblicamente quanto accaduto durante la cerimonia organizzata nella Sala Perla del Palazzo del Casinò.
A chiedergli di spiegare l’episodio è stato Francesco Martinotti, presidente delle Giornate degli Autori. Moretti ha ripercorso la scena con ironia, suscitando la reazione divertita del pubblico.
«C’era una persona che dall’inizio della proiezione stava sul telefonino», ha raccontato il regista.
La sua prima reazione era stata quella di aspettare ancora qualche minuto. «Siamo solo all’inizio», aveva pensato, prima di accorgersi che il comportamento dello spettatore non cambiava.
Con l’arrivo dei titoli di testa e delle musiche firmate da Alberto Iglesias, il telefono era infatti ancora in uso.
«E allora non ce l’ho fatta, sono sceso e sono andato a dirgli di spegnerlo», ha spiegato Nanni Moretti.
Il racconto ha provocato una calorosa ovazione nella Sala Perla.
Il premio alla carriera
La stessa giornata ha avuto anche un significato particolare per Nanni Moretti, protagonista della cerimonia per il conferimento del Premio Siae Andrea Purgatori alla carriera.
Il riconoscimento è stato accompagnato da una targa che riproduce il deposito di “Ecce Bombo”, una delle opere più rappresentative della filmografia del regista.
Gli organizzatori avevano cercato anche il documento relativo a “Io sono un autarchico”, il suo primo lungometraggio, ma il materiale non è stato rintracciato.
«Era fatto un po’ in famiglia, in Super 8», ha ricordato Moretti, rievocando gli anni degli esordi cinematografici.
Il valore di un cinema generazionale
Nel ricevere il premio, Nanni Moretti ha dedicato parte del suo intervento al rapporto tra il proprio cinema e le generazioni raccontate attraverso le sue opere.
Il regista ha sottolineato quanto abbia rappresentato per lui la possibilità di descrivere, attraverso storie e personaggi, un preciso periodo della società italiana.
«Se davvero con le mie storie e i miei personaggi sono riuscito a raccontare una generazione, lo ritengo una fortuna e un onore», ha dichiarato Nanni Moretti.
Tra cinema, memoria e attenzione per il pubblico, la presenza di Moretti a Venezia ha così lasciato il segno anche fuori dallo schermo.
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