La Commissione europea ha compiuto un nuovo passo nell’applicazione del Digital Services Act, il regolamento che disciplina il funzionamento delle grandi piattaforme digitali nell’Unione europea. L’esecutivo comunitario ha infatti comunicato le proprie conclusioni preliminari nei confronti di Meta, sostenendo che il design di Instagram e Facebook potrebbe incoraggiare un utilizzo compulsivo dei social network, con effetti negativi sul benessere fisico e mentale degli utenti.
L’indagine riguarda in particolare il modo in cui le piattaforme sono state progettate per mantenere elevato il coinvolgimento degli utenti. Secondo la Commissione, alcune funzionalità potrebbero spingere le persone a trascorrere sempre più tempo online senza interrompere spontaneamente la navigazione. Le valutazioni dell’esecutivo europeo si concentrano soprattutto sulla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, categorie considerate maggiormente esposte ai rischi derivanti da un utilizzo eccessivo dei social network.
Sotto osservazione lo scorrimento infinito e le notifiche
Tra gli elementi finiti sotto la lente d’ingrandimento figurano lo scorrimento infinito dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati. Secondo la valutazione preliminare della Commissione europea, queste caratteristiche possono indurre il cervello umano a funzionare in una sorta di “modalità pilota automatico”, favorendo comportamenti ripetitivi e un utilizzo continuo delle piattaforme.
L’Unione europea ritiene che questi strumenti possano aumentare il rischio di dipendenza digitale e incidere negativamente sulla salute psicologica degli utenti. Per questo motivo il procedimento si inserisce nel più ampio quadro delle norme introdotte dal Digital Services Act, che impongono alle grandi piattaforme online di valutare e ridurre i rischi sistemici derivanti dal funzionamento dei propri servizi.
Una sanzione che potrebbe superare i 10 miliardi di euro
Le conclusioni diffuse dalla Commissione rappresentano soltanto una valutazione preliminare e non costituiscono ancora una decisione definitiva. Tuttavia, se l’istruttoria dovesse confermare la violazione del Digital Services Act, Meta rischierebbe una delle sanzioni più elevate mai previste dalla normativa europea.
Il regolamento consente infatti di applicare una multa fino al 6% del fatturato mondiale annuo della società. Considerando i ricavi dichiarati da Meta nel 2025, pari a 200,97 miliardi di dollari, l’importo della sanzione potrebbe raggiungere circa 10,55 miliardi di euro. Una cifra che testimonia la volontà dell’Unione europea di rafforzare il controllo sulle grandi aziende tecnologiche e di garantire una maggiore protezione agli utenti dei servizi digitali.
Il procedimento avviato nel 2024 prosegue con il diritto alla difesa
Le verifiche della Commissione europea rientrano nel procedimento aperto il 16 maggio 2024 per valutare la conformità di Meta alle disposizioni del Digital Services Act. Dopo la comunicazione delle conclusioni preliminari, l’azienda può consultare tutta la documentazione raccolta durante l’indagine e presentare le proprie osservazioni nell’ambito del diritto alla difesa previsto dalla normativa europea.
Solo al termine di questa fase la Commissione potrà stabilire se confermare definitivamente le contestazioni oppure archiviare, in tutto o in parte, il procedimento. L’esito finale potrebbe influenzare non soltanto Meta, ma anche il futuro sviluppo delle principali piattaforme digitali che operano nel mercato europeo.
La replica di Meta: nuove tutele per gli adolescenti
Meta ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione europea e sostiene di aver introdotto numerose misure per aumentare la sicurezza degli utenti più giovani.
“Non concordiamo con questi risultati preliminari, che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti. Da quando è stata avviata questa indagine, abbiamo lanciato gli account per teenager, che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo, consentendo loro di bloccare l’accesso a Instagram di notte e di limitare il tempo di utilizzo giornaliero a soli 15 minuti. Questi limiti di tempo non possono essere modificati né ignorati dagli utenti di età inferiore ai 16 anni. Condividiamo l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo.”
La società evidenzia quindi gli strumenti introdotti per gli adolescenti, tra cui gli account dedicati ai minori, i controlli parentali e i limiti automatici di utilizzo. Secondo l’azienda, queste misure dimostrano l’impegno nel creare un ambiente digitale più sicuro e nel collaborare con le istituzioni europee.
Il confronto tra Bruxelles e Meta rappresenta uno dei casi più importanti nell’applicazione del Digital Services Act. La decisione finale della Commissione potrebbe definire nuovi standard per il modo in cui le grandi piattaforme progettano le proprie funzionalità e affrontano il tema della tutela della salute mentale degli utenti, in particolare dei più giovani.
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