Negli ultimi anni il lavoro autonomo ha dovuto fare i conti con mercati sempre più instabili, con una diminuzione delle occasioni professionali e con un clima di incertezza economica che coinvolge numerosi comparti produttivi. Per sostenere i professionisti che attraversano una fase complessa, nel 2026 torna l’ISCRO, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa.
La misura garantisce un sostegno economico temporaneo ai titolari di partita IVA iscritti alla Gestione Separata che hanno registrato una significativa contrazione dei guadagni. L’apertura delle domande rappresenta una notizia importante per migliaia di lavoratori autonomi che negli ultimi anni hanno visto diminuire incarichi, clienti e ricavi.
L’iniziativa punta ad accompagnare chi affronta un periodo delicato senza rinunciare alla propria attività professionale. Il contributo non sostituisce il reddito derivante dal lavoro, ma offre un aiuto prezioso per sostenere le spese personali e i costi legati all’attività.
Un sostegno economico per i professionisti che affrontano una fase difficile
L’ISCRO riguarda esclusivamente i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che svolgono la propria attività attraverso una partita IVA attiva.
Il beneficio prevede un assegno mensile per sei mesi consecutivi. Nel 2026 l’importo varia da 255,53 euro fino a 817,69 euro al mese, in base alla situazione reddituale del richiedente e ai parametri previsti dalla normativa.
L’obiettivo principale consiste nel fornire un aiuto concreto ai professionisti che hanno subito una sensibile riduzione delle entrate rispetto agli anni precedenti, consentendo loro di affrontare con maggiore serenità una fase di rallentamento dell’attività.
I requisiti richiesti per ottenere l’indennità
Per accedere al beneficio, il professionista deve risultare iscritto alla Gestione Separata e deve possedere una partita IVA attiva da almeno tre anni in relazione all’attività esercitata.
Inoltre, deve mantenere una posizione contributiva regolare e deve rispettare tutti gli obblighi previdenziali previsti.
La normativa impone anche specifici requisiti economici. In particolare, il reddito prodotto nell’anno precedente deve risultare inferiore al 70 per cento della media dei redditi conseguiti nei due anni precedenti.
Questo parametro permette di individuare i professionisti che hanno realmente subito una consistente riduzione della capacità reddituale.
Restano esclusi dal beneficio coloro che percepiscono prestazioni incompatibili oppure non rispettano le condizioni economiche e contributive richieste. La misura concentra così le risorse disponibili sui lavoratori autonomi che si trovano in una reale situazione di difficoltà finanziaria.
Come presentare la domanda per ricevere il bonus
Gli interessati possono trasmettere la richiesta attraverso i servizi telematici dedicati.
L’accesso alla procedura avviene tramite credenziali digitali come SPID, Carta d’Identità Elettronica oppure Carta Nazionale dei Servizi.
Dopo l’autenticazione, il professionista può compilare il modulo online e completare l’invio seguendo tutte le indicazioni presenti sulla piattaforma. Resta disponibile anche il servizio di assistenza telefonica, che offre supporto durante ogni fase della procedura.
La finestra per presentare la domanda rimarrà aperta fino al 31 ottobre 2026.
Per questo motivo conviene verificare con attenzione il possesso dei requisiti richiesti e preparare tutta la documentazione necessaria prima dell’invio.
Chi non può accedere all’agevolazione
La disciplina vigente prevede alcune limitazioni ben precise.
Non possono ottenere il bonus i professionisti che hanno già beneficiato dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025. La normativa vieta infatti la presentazione di una nuova domanda nel biennio successivo alla prima erogazione dell’indennità.
Questa regola favorisce una distribuzione più equilibrata delle risorse disponibili e consente a un numero maggiore di professionisti di usufruire del sostegno economico.
Prima di procedere con la richiesta, conviene quindi controllare la propria posizione e verificare l’assenza di eventuali cause di esclusione.
Una misura sempre più importante per il mondo del lavoro autonomo
Negli ultimi anni il tema delle tutele destinate ai lavoratori autonomi ha assunto un peso crescente. Molti professionisti, infatti, non dispongono degli stessi strumenti di protezione economica previsti per altre categorie.
In questo contesto l’ISCRO rappresenta una risposta concreta per chi affronta periodi caratterizzati da una forte diminuzione delle entrate e continua a portare avanti la propria attività professionale.
Il bonus ISCRO 2026 si conferma quindi tra gli strumenti più importanti dedicati alle partite IVA. Grazie a un contributo che può superare gli ottocento euro mensili, la misura offre un sostegno temporaneo a chi continua a lavorare nonostante una marcata flessione del reddito.
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