Il 2026 porta diverse novità per le persone con disabilità, per i familiari che prestano assistenza e per i lavoratori che utilizzano le tutele collegate alla Legge 104. Le modifiche non riguardano soltanto i permessi lavorativi, ma coinvolgono anche le procedure per il riconoscimento della condizione di disabilità, il sostegno ai caregiver familiari e alcune misure rivolte ai genitori di figli con disabilità. Il quadro normativo sta quindi cambiando in modo progressivo, con una fase sperimentale che prepara l’entrata a regime della riforma nazionale.
Una delle trasformazioni più importanti riguarda proprio il procedimento di accertamento. Nel 2026 l’INPS ha ampliato la sperimentazione del nuovo sistema previsto dalla riforma della disabilità e ha coinvolto altre 40 province. Il nuovo modello punta a rendere più semplice e uniforme la valutazione della condizione di disabilità, affidando progressivamente all’INPS un ruolo centrale nell’accertamento. La riforma deriva dal decreto legislativo 62 del 2024 e prevede l’estensione del nuovo sistema su tutto il territorio nazionale a partire dal 2027.
La riforma dell’accertamento cambia passo
Il nuovo percorso rappresenta uno dei punti centrali delle modifiche che interessano le persone con disabilità. La normativa punta infatti a superare gradualmente il precedente modello attraverso una valutazione maggiormente integrata della condizione della persona. Nel corso del 2026 l’INPS sta sperimentando il nuovo procedimento in un numero crescente di territori, raccogliendo elementi utili in vista dell’applicazione generale prevista dal 2027. Per chi deve chiedere il riconoscimento della disabilità, diventa quindi importante verificare quale procedura risulti applicabile nel proprio territorio e in quale fase si trovi la sperimentazione.
Una particolare attenzione riguarda inoltre le persone anziane. Per gli assistiti con almeno 70 anni, l’INPS ha pubblicato nel maggio 2026 specifiche istruzioni operative relative al riconoscimento della condizione di disabilità e all’accesso alle prestazioni di invalidità civile. In attesa dell’entrata in vigore della riforma sulle politiche per gli anziani, rinviata al 1° gennaio 2027, nei territori interessati dalla sperimentazione continua a trovare applicazione la procedura precedente.
Novità anche per alcuni casi di epilessia
La Legge di Bilancio 2026 introduce anche una disposizione specifica sul riconoscimento della gravità ai sensi della Legge 104. La norma riguarda alcune forme di epilessia farmacoresistente caratterizzate da crisi con perdita di contatto con l’ambiente e della capacità d’agire. In questi casi, l’interessato può chiedere il riconoscimento della connotazione di gravità, purché l’accertamento sanitario confermi i requisiti previsti e la patologia risulti certificata secondo le linee guida nazionali e internazionali.
La misura assume particolare rilievo perché collega una specifica condizione clinica a un percorso di riconoscimento della gravità previsto dalla normativa. Tuttavia, il riconoscimento non scatta automaticamente per chiunque abbia una diagnosi di epilessia: occorrono le caratteristiche indicate dalla legge e l’apposito accertamento sanitario. Per questo motivo, la documentazione medica e la corretta certificazione assumono un’importanza decisiva nella procedura.
Permessi 104, resta importante la gestione tra più familiari
Per quanto riguarda i permessi lavorativi, una delle regole già introdotte negli anni precedenti continua ad avere grande importanza anche nel 2026. Il principio del referente unico dell’assistenza non rappresenta più un vincolo assoluto per i permessi previsti dall’articolo 33 della Legge 104. Più lavoratori che possiedono i requisiti possono infatti assistere la stessa persona con disabilità grave e utilizzare i permessi in modo alternativo, mantenendo il limite complessivo previsto dalla legge.
La regola consente quindi a più familiari aventi diritto di organizzare l’assistenza in modo più flessibile. I permessi non possono però trasformarsi in una disponibilità illimitata per ogni familiare: per la stessa persona assistita resta il limite complessivo di tre giorni mensili e i beneficiari devono utilizzarli alternativamente. Anche il congedo straordinario segue regole specifiche e non può essere utilizzato contemporaneamente da più lavoratori per assistere la stessa persona.
Arriva una nuova attenzione per i caregiver familiari
Una delle novità più significative del 2026 riguarda il caregiver familiare. La Legge di Bilancio ha istituito un fondo destinato a finanziare future iniziative legislative dedicate al ruolo di cura e assistenza svolto all’interno della famiglia. La dotazione ammonta a 1,15 milioni di euro per il 2026 e raggiunge 207 milioni di euro annui dal 2027. Le risorse dovranno sostenere interventi destinati a definire la figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e a riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale.
La stessa legge prevede inoltre la realizzazione di una piattaforma informatica dedicata ai caregiver, con completamento previsto entro settembre 2026. L’obiettivo consiste nel creare uno strumento capace di favorire l’accesso alle informazioni e di accompagnare le persone che svolgono attività di assistenza familiare. Si tratta di un passaggio importante perché il caregiver svolge spesso un ruolo essenziale nella gestione quotidiana dell’assistenza, pur senza esercitare un’attività professionale nel settore.
Più tempo per i genitori di figli con disabilità
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sul congedo parentale. Per i lavoratori dipendenti, il periodo entro il quale i genitori possono utilizzare il congedo parentale passa dai precedenti 12 anni ai 14 anni di vita del figlio. La modifica riguarda anche il prolungamento del congedo parentale previsto per i figli con disabilità. L’INPS ha fornito le relative indicazioni amministrative, chiarendo che l’estensione riguarda i genitori lavoratori dipendenti.
La novità amplia quindi il periodo temporale nel quale una famiglia può organizzare l’astensione dal lavoro per occuparsi dei figli. La modifica non significa però che aumentino automaticamente tutti i periodi massimi di congedo disponibili: interviene soprattutto sul limite anagrafico entro il quale il beneficio può essere utilizzato. Per i genitori iscritti alla Gestione separata e per i lavoratori autonomi restano invece specifici limiti temporali differenti.
Controlli più strutturati sui permessi
Nel 2026 cresce anche l’attenzione sulla corretta gestione dei permessi Legge 104. La Legge di Bilancio prevede una piattaforma telematica INPS collegata ai flussi informativi UNIEMENS, con l’obiettivo di verificare e controllare il corretto utilizzo delle agevolazioni. A luglio l’INPS ha inoltre comunicato nuove istruzioni per i datori di lavoro e per la compilazione dei flussi contributivi: da settembre 2026 diventa obbligatoria la valorizzazione di un elemento specifico relativo ai conguagli dei permessi Legge 104 e dei congedi straordinari.
Questa modifica riguarda soprattutto gli adempimenti amministrativi dei datori di lavoro e non introduce, di per sé, un nuovo numero di giorni di permesso per i lavoratori. La novità serve invece a rendere più dettagliata la gestione dei dati contributivi e a migliorare i controlli sui conguagli. Per lavoratori e famiglie resta quindi fondamentale utilizzare le agevolazioni secondo i requisiti stabiliti dalla normativa e mantenere aggiornata la documentazione necessaria.
Il 2026 prepara il cambiamento del 2027
Il quadro che emerge mostra un sistema in evoluzione. Da una parte restano operative le principali tutele della Legge 104, compresi i permessi per assistere una persona con disabilità grave e le altre misure previste dalla normativa. Dall’altra, il legislatore e l’INPS stanno preparando una trasformazione più ampia delle procedure di accertamento della disabilità e delle politiche dedicate alle famiglie e ai caregiver.
Per chi vive una situazione di disabilità o presta assistenza a un familiare, il 2026 diventa quindi un anno da seguire con attenzione. Le regole possono cambiare in funzione della propria situazione lavorativa, dell’età della persona assistita, del territorio coinvolto nella sperimentazione e del tipo di beneficio richiesto. La principale novità non consiste dunque in una singola modifica della Legge 104, ma in un insieme di interventi che stanno progressivamente ridisegnando il sistema italiano di riconoscimento della disabilità, assistenza familiare e conciliazione tra lavoro e cura.
ExtraRem: tutto il resto, senza filtri.
Clicca qui per iscriverti al canale Whatsapp!
Table of Contents

