Il mercato delle seconde case sul mare cambia rapidamente e la Croazia non rappresenta più, almeno in molte delle sue destinazioni più richieste, una scelta automaticamente più economica rispetto all’Italia. Una nuova analisi sul comparto immobiliare mette in evidenza una crescita significativa delle quotazioni lungo la costa croata, con alcune località che ormai raggiungono o superano i valori registrati in diverse rinomate mete balneari italiane. Il dato più significativo riguarda Spalato, che nel giro di un anno ha registrato un forte aumento dei prezzi e oggi supera quota 5.200 euro al metro quadro.
La situazione emerge dal confronto tra i prezzi delle abitazioni in vendita effettuato da Immobiliare.it e Nekretnine.hr. L’analisi prende in esame alcune delle principali destinazioni marittime dei due Paesi e permette di osservare come il divario tra le due sponde dell’Adriatico si sia progressivamente ridotto. In alcuni casi, inoltre, la Croazia ha ormai raggiunto livelli superiori rispetto a località italiane che per anni hanno rappresentato un punto di riferimento per chi cercava una seconda casa vicino al mare.
A Spalato il prezzo medio degli immobili in vendita arriva a poco più di 5.200 euro al metro quadro, con un incremento del 14,2% rispetto al 2025. La città dalmata conquista così il primo posto tra le destinazioni croate considerate nello studio e registra anche la crescita annuale più consistente dell’intero gruppo. Il confronto con l’Italia mostra però che Alassio conserva una quotazione superiore, con 5.806 euro al metro quadro e una crescita del 2,7% nell’arco di dodici mesi.
Rovigno e Lissa restano tra le mete più care
Alle spalle di Spalato si trovano altre località croate caratterizzate da quotazioni elevate. Rovigno raggiunge una media di 4.437 euro al metro quadro, con un aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente. Lissa, invece, arriva a 4.041 euro al metro quadro e rappresenta un caso particolare all’interno della graduatoria: è infatti l’unica località croata analizzata che ha registrato una diminuzione dei prezzi, con un calo del 4,5%.
Il quadro resta comunque molto dinamico anche nelle altre destinazioni. Orsera arriva a 3.854 euro al metro quadro, mentre Medolino raggiunge 3.651 euro. Seguono Cherso, con 3.545 euro, e Lussinpiccolo, con 3.533 euro. Quest’ultima località registra inoltre un incremento del 12,1% nell’ultimo anno, uno dei rialzi più marcati tra le destinazioni croate prese in considerazione.
Anche Zara e Pola mostrano valori ormai tutt’altro che contenuti. La prima raggiunge 3.419 euro al metro quadro e cresce del 7,2%, mentre la seconda arriva a 3.086 euro con un aumento del 5,8%. Fiume chiude la classifica croata con 2.853 euro al metro quadro, ma anche in questo caso il mercato continua a crescere: nell’ultimo anno la quotazione media è salita dell’8,1%.
Il confronto con le località italiane
Il confronto con il mercato italiano ridimensiona però l’idea che la Croazia abbia raggiunto ovunque prezzi superiori. Le differenze cambiano molto in base alla località scelta e alla fascia di mercato considerata. Dopo Alassio, che supera i 5.800 euro al metro quadro, troviamo Riccione e Jesolo, entrambe intorno ai 4.400 euro al metro quadro. Questi valori risultano molto vicini alla quotazione registrata a Rovigno.
A Riccione il prezzo medio arriva a 4.401 euro al metro quadro, con una crescita del 3,4% in un anno. Jesolo segue praticamente sullo stesso livello, con 4.399 euro e un incremento del 6,4%. Scendendo nella graduatoria italiana troviamo Lignano Sabbiadoro, a 3.805 euro al metro quadro, e Viareggio, a 3.341 euro. Anche Tropea supera i 3.000 euro, ma proprio questa località registra il maggiore incremento percentuale tra le mete italiane considerate, con una crescita del 17,8% rispetto all’estate precedente.
Il quadro cambia ancora nelle località con quotazioni più accessibili. Alghero si ferma a 2.990 euro al metro quadro, mentre Polignano a Mare arriva a 2.846 euro. San Vito Lo Capo raggiunge 2.838 euro, Senigallia 2.754 euro e Sabaudia 2.509 euro. Questi valori dimostrano che il mercato italiano offre ancora numerose alternative capaci di competere con le quotazioni croate.
In Italia resistono alcune mete più convenienti
La differenza diventa ancora più evidente nelle località italiane con prezzi inferiori ai 2.000 euro al metro quadro. Termoli presenta una quotazione media di 1.865 euro, mentre Maratea si ferma a 1.687 euro e Vasto a 1.663 euro. In queste tre destinazioni il costo delle abitazioni risulta quindi nettamente inferiore rispetto a tutte le località croate inserite nell’analisi.
Il mercato italiano, dunque, non perde necessariamente competitività davanti alla crescita croata. La fotografia dei prezzi mostra piuttosto una situazione molto articolata, nella quale le località più prestigiose possono raggiungere quotazioni elevate in entrambi i Paesi, mentre alcune zone meno costose continuano a offrire opportunità decisamente più accessibili. Chi cerca una seconda casa deve quindi confrontare attentamente le singole destinazioni e non può più considerare la Croazia, in modo generalizzato, come la scelta meno costosa.
Gli italiani continuano a guardare alla costa croata
Nonostante l’aumento dei prezzi, l’interesse degli italiani verso il mercato immobiliare croato resta significativo. Tra le destinazioni analizzate, Fiume risulta la località che suscita maggiore interesse, seguita da Zara, Cherso e Spalato. La graduatoria presenta un elemento interessante: nessuna località istriana compare nelle prime quattro posizioni. Pola, infatti, occupa il quinto posto, davanti a Lussinpiccolo, Medolino e Rovigno.
La fotografia del 2026 racconta quindi un mercato profondamente diverso rispetto alla tradizionale percezione della Croazia come destinazione immobiliare a basso costo. La crescita dei prezzi ha portato alcune località croate a competere direttamente con importanti mete italiane, mentre Spalato si avvicina alla fascia delle destinazioni più care dell’Adriatico. Allo stesso tempo, l’Italia conserva una vasta scelta di località con prezzi sensibilmente inferiori, soprattutto nelle aree meno esclusive.
Per chi valuta l’acquisto di una casa al mare, il confronto richiede dunque una lettura più precisa dei dati. La distanza geografica, la domanda turistica, il livello dei servizi, la disponibilità degli immobili e l’andamento delle quotazioni possono incidere sulla convenienza complessiva. Il prezzo al metro quadro resta un indicatore importante, ma la vera differenza emerge soltanto mettendo a confronto le singole località. E i numeri più recenti mostrano con chiarezza che, almeno nelle destinazioni croate più richieste, il vantaggio economico rispetto all’Italia si è ormai ridotto in maniera considerevole.
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