L’eclissi sarà visibile in Italia, ma con differenze importanti
Il primo grande appuntamento della giornata riguarda l’eclissi solare del 12 agosto 2026. In Italia il fenomeno sarà parziale, mentre la fascia della totalità attraverserà soprattutto la Spagna, oltre ad altre aree del Nord Atlantico e dell’Europa settentrionale. La percentuale di Sole coperta dalla Luna cambierà sensibilmente in base alla località: nel Nord Italia il disco solare risulterà oscurato in misura molto maggiore rispetto alle regioni meridionali. L’Unione Astrofili Italiani indica, per esempio, una copertura superiore al 90% nelle zone del Nord-Ovest e valori intorno al 20% nelle aree più meridionali del Paese.
Il momento dell’osservazione renderà l’evento ancora più suggestivo. In gran parte dell’Italia l’eclissi avverrà infatti quando il Sole sarà ormai molto basso sull’orizzonte occidentale, poco prima del tramonto. A Roma il fenomeno inizierà intorno alle 19:33, mentre a Palermo inizierà intorno alle 19:38 e raggiungerà il massimo poco prima del tramonto. Questa caratteristica impone però una particolare attenzione: per osservare il Sole bisogna utilizzare esclusivamente filtri solari certificati e strumenti progettati per l’osservazione solare. Guardare direttamente il Sole, anche durante un’eclissi parziale, può provocare danni permanenti alla vista.
Il cielo si prepara alla notte delle Perseidi
Dopo l’appuntamento con il Sole, l’attenzione si sposta progressivamente verso il cielo notturno. La notte tra il 12 e il 13 agosto coincide infatti con il periodo di massimo delle Perseidi, uno degli sciami meteorici più conosciuti e attesi dell’anno. Nel 2026 la situazione risulta particolarmente favorevole perché la Luna raggiunge la fase di novilunio proprio il 12 agosto. Il cielo potrà quindi rimanere molto scuro per tutta la notte, permettendo agli osservatori di individuare anche meteore meno luminose che in presenza di una Luna brillante risulterebbero difficili da distinguere.
Le Perseidi derivano dai minuscoli frammenti lasciati lungo il percorso della cometa 109P/Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa corrente di particelle, i frammenti entrano nell’atmosfera ad altissima velocità e producono le caratteristiche scie luminose che chiamiamo comunemente stelle cadenti. In condizioni ideali lo sciame può raggiungere un tasso teorico vicino alle 100 meteore all’ora, anche se il numero realmente osservabile dipende dalla posizione dell’osservatore, dalla trasparenza del cielo, dall’inquinamento luminoso e dall’altezza del radiante sopra l’orizzonte.
Le ore migliori per vedere le stelle cadenti
Chi vuole osservare le Perseidi dovrebbe evitare, quando possibile, i centri urbani e scegliere una zona con un orizzonte ampio e poco illuminato. Il radiante della pioggia meteorica, situato nella costellazione di Perseo, sale progressivamente durante la notte e raggiunge la posizione più favorevole nelle ore che precedono l’alba. Per questo motivo la seconda parte della notte rappresenta generalmente il momento più interessante per la caccia alle meteore. Non serve necessariamente un telescopio: gli occhi nudi permettono di coprire una porzione molto più ampia del cielo e aumentano le possibilità di intercettare una scia.
Le Perseidi, inoltre, non rappresentano l’unica sorgente possibile di meteore. Nel cielo di agosto risultano attivi anche diversi sciami minori, tra cui lambda Aquariidi, kappa Draconidi, kappa Perseidi, Draconidi di agosto e Aurigidi. Questi fenomeni producono normalmente numeri molto inferiori rispetto alle Perseidi, ma possono contribuire allo spettacolo complessivo e, in particolari circostanze, alcune correnti possono generare meteore particolarmente luminose. Anche per questo motivo una lunga osservazione del cielo può offrire sorprese impossibili da prevedere con precisione.
Sei pianeti si affacciano prima dell’alba
La giornata astronomica non termina con l’eclissi e con le stelle cadenti. Nelle ore che precedono l’alba, infatti, Giove, Mercurio, Marte, Saturno, Urano e Nettuno compariranno contemporaneamente nel cielo. Gli osservatori possono quindi cercare una particolare configurazione planetaria che attraverserà una vasta porzione della volta celeste. Il termine “allineamento” descrive in modo divulgativo il fenomeno, ma non significa che i pianeti formeranno una linea perfetta nello spazio: appariranno invece distribuiti lungo la zona dell’eclittica, cioè la regione del cielo lungo la quale vediamo muoversi apparentemente Sole, Luna e pianeti.
La visibilità dei sei pianeti non sarà però identica. Giove, Mercurio, Marte e Saturno possono risultare osservabili anche senza strumenti, anche se la posizione bassa di alcuni corpi celesti renderà indispensabile un orizzonte libero. Urano e Nettuno richiederanno invece condizioni migliori e l’impiego di strumenti ottici. La configurazione risulterà quindi particolarmente interessante per chi dispone di un binocolo astronomico o di un telescopio, ma anche a occhio nudo sarà possibile riconoscere alcuni dei protagonisti più luminosi della parata.
La Via Lattea completa lo spettacolo
La Luna nuova offrirà contemporaneamente un vantaggio enorme per l’osservazione della Via Lattea. Senza la luce lunare, le regioni più dense della nostra galassia potranno emergere con maggiore evidenza soprattutto nei luoghi lontani dalle fonti di illuminazione artificiale. Il cielo estivo permetterà di riconoscere numerose costellazioni e, con un po’ di esperienza, anche ammassi stellari e altre strutture celesti che spesso scompaiono completamente sopra le città.
Per godersi davvero il panorama celeste conviene quindi concedere agli occhi il tempo necessario per adattarsi al buio. Dopo essersi allontanati dalle luci artificiali, alcuni minuti di attesa possono fare una differenza notevole. Una sedia reclinabile, una coperta e un punto di osservazione sicuro possono trasformare la notte in una vera sessione astronomica. Chi vuole fotografare le Perseidi può inoltre utilizzare una fotocamera montata su un treppiede e un obiettivo grandangolare, così da includere nella stessa immagine una porzione ampia del cielo e aumentare le possibilità di catturare una meteora.
Un’intera giornata con gli occhi rivolti al cielo
Il 12 agosto 2026 riunisce quindi diversi fenomeni astronomici in un arco di poche ore. Nel tardo pomeriggio l’eclissi solare parziale offrirà il primo grande appuntamento, con un Sole progressivamente coperto dalla Luna e ormai vicino all’orizzonte. Durante la notte arriveranno invece le condizioni migliori per osservare le Perseidi, favorite dall’assenza quasi totale della luce lunare, mentre il cielo estivo permetterà di ammirare la Via Lattea e una grande quantità di stelle.
Prima dell’alba, infine, gli appassionati potranno rivolgere lo sguardo verso la regione orientale del cielo per cercare la particolare configurazione con sei pianeti. Non tutti saranno facili da individuare e alcuni richiederanno strumenti astronomici, ma la concomitanza dei fenomeni rende comunque questa giornata una delle più interessanti del calendario astronomico del 2026. Per chi ama osservare il cielo, il 12 agosto rappresenta dunque un appuntamento da segnare sul calendario: dall’eclissi al tramonto alle Perseidi nella notte, passando per la Via Lattea e la parata planetaria prima dell’alba, il cielo offre uno spettacolo che continuerà per molte ore.
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