Settant’anni dopo, Marcinelle continua a parlare all’Italia e all’Europa. Oggi, 8 agosto 2026, ricorre il 70° anniversario della tragedia che l’8 agosto 1956 sconvolse la miniera di carbone del Bois du Cazier, a Marcinelle, nei pressi di Charleroi, in Belgio. Quel giorno un incendio provocò la morte di 262 minatori di diverse nazionalità. Tra loro c’erano 136 italiani, la componente più numerosa tra le vittime. La tragedia appartiene alla storia dell’emigrazione italiana del dopoguerra, quando migliaia di connazionali lasciarono il Paese alla ricerca di un lavoro e di condizioni economiche migliori. Per molti di loro le miniere belghe rappresentavano una delle possibilità concrete per costruire un futuro lontano dall’Italia, ma il lavoro nelle profondità della terra comportava rischi enormi.
Il 70° anniversario assume quindi un valore che supera la semplice commemorazione. Marcinelle rappresenta ancora oggi un simbolo del sacrificio dei lavoratori italiani emigrati e, allo stesso tempo, un richiamo alla necessità di garantire sicurezza e dignità a chi lavora. La memoria delle vittime riguarda infatti non soltanto le famiglie che persero un padre, un figlio, un fratello o un marito, ma anche una generazione di italiani che contribuì alla ricostruzione economica dell’Europa affrontando spesso condizioni di lavoro estremamente difficili. Il Bois du Cazier è diventato così uno dei luoghi simbolo della memoria del lavoro italiano nel mondo.
Il ricordo dei 136 italiani morti nella miniera
La tragedia di Marcinelle conserva una particolare forza nella memoria nazionale perché intreccia il tema del lavoro con quello dell’emigrazione. Nel secondo dopoguerra molti italiani cercavano opportunità oltreconfine e il Belgio rappresentava una delle destinazioni più importanti. Le miniere della regione di Charleroi richiedevano manodopera e numerosi lavoratori italiani accettarono un impiego duro e pericoloso. Il loro sacrificio appartiene a una storia più ampia, quella di uomini che affrontarono la distanza dalle proprie famiglie e lasciarono il proprio territorio nella speranza di migliorare le condizioni di vita dei propri cari.
La dimensione internazionale della tragedia emerge anche dalla composizione delle vittime. Marcinelle non colpì soltanto lavoratori italiani, ma uomini provenienti da diversi Paesi. Proprio questa pluralità ha contribuito a trasformare il disastro in un simbolo europeo. Nel corso dei decenni le istituzioni italiane hanno continuato a ricordare l’8 agosto come una giornata dedicata al sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo. La ricorrenza nazionale esiste dal 2001 e collega la memoria di Marcinelle a quella di tutti gli italiani che hanno perso la vita lavorando fuori dai confini nazionali.
Dalla memoria nazionale alla proposta di una Giornata europea
Il settantesimo anniversario arriva in un momento particolarmente significativo per la discussione europea sulla sicurezza sul lavoro. Nel maggio 2026 il Parlamento europeo ha approvato con larga maggioranza una risoluzione che propone di istituire l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la protezione e la dignità dei lavoratori. La votazione ha registrato 395 voti favorevoli, 12 contrari e 41 astensioni. L’obiettivo della proposta consiste nel rafforzare la consapevolezza sulla prevenzione degli incidenti e sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, coinvolgendo anche scuole e luoghi di lavoro.
La proposta non nasce casualmente proprio nell’anno del 70° anniversario. Marcinelle offre infatti una data dal forte valore simbolico per collegare la memoria delle vittime alla tutela dei lavoratori contemporanei. Il Parlamento europeo ha richiamato anche i numeri degli incidenti sul lavoro nell’Unione: nel 2023 gli Stati membri hanno registrato 3.298 incidenti mortali e circa 2,8 milioni di incidenti non mortali che hanno comportato almeno quattro giorni di assenza dal lavoro. Il Parlamento ha inoltre chiesto attenzione ai nuovi rischi collegati all’intelligenza artificiale, ai sistemi di gestione algoritmica e ai cambiamenti climatici, compresi lo stress termico e gli eventi meteorologici estremi.
L’Italia ha sostenuto con particolare forza l’iniziativa. La ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha portato il tema al Consiglio EPSCO a Lussemburgo il 29 giugno 2026, chiedendo l’istituzione della Giornata europea. La richiesta italiana ha ottenuto anche il sostegno di Belgio e Ungheria, mentre Germania, Romania, Spagna e Malta hanno appoggiato l’iniziativa. Successivamente hanno espresso sostegno anche Croazia, Grecia e Polonia. La Commissione europea ha preso nota della proposta e ha assicurato attenzione al percorso.
Landini: il ricordo deve parlare anche al presente
Il 70° anniversario porta a Marcinelle anche la CGIL, che ha organizzato iniziative di commemorazione tra il 7 e l’8 agosto con la partecipazione del segretario generale Maurizio Landini. Il sindacato ha scelto il Bois du Cazier come luogo centrale delle proprie iniziative, riportando al centro della ricorrenza il rapporto tra memoria, diritti e sicurezza.
Nel ricordare la tragedia, Landini ha collegato Marcinelle al tema delle morti sul lavoro e alla necessità di mettere la vita delle persone davanti agli interessi economici. La posizione del segretario generale della CGIL richiama una questione che conserva una forte attualità: ricordare le vittime non basta se la memoria non produce un impegno concreto per ridurre i rischi nei luoghi di lavoro. «Le morti sul lavoro sono il fallimento di un modello che mette il profitto prima della vita», ha affermato Landini in occasione delle iniziative legate al settantesimo anniversario.
Marcinelle, una memoria che non appartiene soltanto al passato
Il significato del 70° anniversario emerge proprio dal confronto tra il 1956 e il presente. La miniera di Marcinelle racconta un’epoca nella quale molti lavoratori accettavano condizioni estremamente dure pur di assicurare un reddito alle proprie famiglie. Oggi il mondo del lavoro è profondamente diverso, ma la necessità di proteggere la vita delle persone rimane centrale. La sicurezza non riguarda soltanto una categoria professionale o un settore produttivo: riguarda ogni lavoratore, indipendentemente dalla nazionalità, dal contratto e dal luogo in cui svolge la propria attività.
La storia di Marcinelle continua quindi a intrecciarsi con quella dell’Europa. Il sacrificio dei 262 minatori appartiene alla memoria italiana, belga ed europea e ricorda quanto il lavoro abbia contribuito alla costruzione del continente nel secondo dopoguerra. I 136 italiani morti nella miniera rappresentano una delle pagine più dolorose dell’emigrazione nazionale, ma il loro ricordo continua anche a porre una domanda precisa alle istituzioni: quanto vale la vita di un lavoratore e quali strumenti servono per proteggerla?
Settant’anni dopo quella mattina dell’8 agosto 1956, la risposta passa ancora dalla prevenzione, dalla dignità e dalla sicurezza. La proposta di una Giornata europea dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro nasce proprio da questa esigenza. Il Parlamento europeo ha già espresso il proprio sostegno, mentre l’Italia porta avanti il confronto nelle istituzioni europee. Marcinelle resta così una ferita della memoria, ma anche un monito per il futuro: nessun progresso economico può considerarsi pienamente tale se non garantisce prima di tutto la vita e la dignità di chi lavora.
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