Il caldo estremo concede soltanto una breve tregua all’Italia. Dopo giorni caratterizzati da temperature eccezionali e da un numero record di città in allerta massima, il nuovo bollettino del Ministero della Salute evidenzia un primo, lieve miglioramento della situazione. Le città contrassegnate dal bollino rosso diminuiscono rispetto ai giorni precedenti, ma il quadro meteorologico resta particolarmente delicato e gli esperti invitano a non abbassare la guardia.
Le città con il livello massimo di allerta passano da 26 a 19 tra sabato 8 e domenica 9 agosto 2026, un dato che fotografa un temporaneo ridimensionamento dell’emergenza sanitaria legata alle alte temperature. Il sistema di monitoraggio del Ministero della Salute continua comunque a indicare condizioni di rischio elevato soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e soggetti affetti da patologie croniche, categorie che risultano maggiormente esposte agli effetti delle ondate di calore.
Le città ancora in allerta massima
Il bollino rosso rimane attivo in numerosi grandi centri urbani della Penisola. L’elenco comprende Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. In queste città le condizioni meteorologiche continuano a rappresentare un rischio concreto per la salute dell’intera popolazione e non soltanto delle persone più vulnerabili.
La situazione appare leggermente migliore in altre aree del Paese. Cagliari, Milano, Venezia e Verona rientrano infatti nel livello di preallerta, identificato dal bollino giallo, che segnala comunque condizioni favorevoli allo sviluppo di nuove ondate di calore nei giorni successivi.
Il Nord respira, ma arrivano temporali intensi
Secondo le previsioni, il Nord Italia beneficia fino al 10 agosto dell’arrivo di correnti più fresche provenienti dai Balcani. Questo cambiamento favorisce un abbassamento delle temperature compreso tra quattro e cinque gradi soprattutto sulla Pianura Padana e lungo il versante adriatico, offrendo un sollievo dopo settimane caratterizzate da valori ben superiori alle medie stagionali.
Il contrasto tra l’aria molto calda accumulata nei bassi strati e le infiltrazioni più fresche in quota crea però le condizioni ideali per lo sviluppo di fenomeni meteorologici particolarmente intensi. Già dal pomeriggio di venerdì sono attesi temporali di forte intensità su Alpi, Prealpi e parte della Pianura Padana, con il rischio di nubifragi, raffiche di vento e grandinate anche di grosse dimensioni.
Mario Giuliacci sottolinea come il forte accumulo di energia nell’atmosfera possa favorire eventi estremi. «La grandine può raggiungere dimensioni significative e rappresentare un pericolo non solo per auto e strutture, ma anche per le persone», spiega il meteorologo, evidenziando come il caldo eccezionale aumenti l’intensità dei fenomeni temporaleschi.
Verso Ferragosto torna il caldo africano
La parentesi più fresca potrebbe però avere una durata molto limitata. Le elaborazioni meteorologiche indicano infatti una nuova espansione dell’anticiclone africano proprio nei giorni che precedono Ferragosto. L’alta pressione tornerebbe a dominare gran parte del bacino del Mediterraneo riportando temperature decisamente superiori ai valori tipici del periodo.
Lorenzo Tedici prevede un nuovo deciso aumento delle temperature con valori che potrebbero collocarsi tra sette e otto gradi oltre la media climatica. In alcune delle principali città italiane, tra cui Roma e Milano, i termometri potrebbero avvicinarsi nuovamente ai 39 gradi, riportando condizioni di forte disagio bioclimatico.
Il cambiamento climatico rende sempre più frequenti le ondate di calore
Se le condizioni atmosferiche dovessero mantenersi così elevate fino alla seconda metà di agosto, il 2026 potrebbe entrare tra le estati più calde mai registrate in Italia. Gli esperti osservano con crescente preoccupazione una tendenza che negli ultimi anni mostra una frequenza sempre maggiore di eventi estremi e periodi prolungati caratterizzati da temperature eccezionali.
Lorenzo Giovannini evidenzia come gli episodi che un tempo risultavano straordinari stiano diventando sempre più abituali. «Quello che era eccezionale vent’anni fa, purtroppo sta diventando la normalità», osserva il fisico, richiamando l’attenzione sull’evoluzione del clima nel bacino del Mediterraneo.
Anche Mario Giuliacci invita a guardare oltre l’emergenza dell’estate in corso. «Se non azzereremo i combustibili fossili, dimentichiamoci il clima mediterraneo: il Sud Italia rischia concretamente di assumere il clima del Marocco», afferma il meteorologo, collegando le ondate di calore sempre più intense agli effetti del cambiamento climatico e alla necessità di ridurre le emissioni responsabili del riscaldamento globale.
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