Per anni migliaia di automobilisti italiani, soprattutto nell’area di Napoli, hanno scelto di immatricolare auto e moto in Polonia per ottenere un forte risparmio sul costo dell’assicurazione RC Auto. Quello che inizialmente appariva come uno stratagemma noto soprattutto tra gli addetti ai lavori ha ormai assunto dimensioni tali da attirare l’attenzione delle istituzioni polacche. Il fenomeno, infatti, non coinvolge più soltanto gli automobilisti italiani, ma produce effetti economici anche sul sistema assicurativo della Polonia, tanto da spingere il governo di Varsavia a preparare un intervento normativo per limitare le irregolarità.
Come funziona il sistema delle targhe polacche
Il meccanismo sfrutta una particolare modalità di immatricolazione dei veicoli. Auto e motocicli vengono registrati formalmente in Polonia attraverso società che risultano proprietarie dei mezzi e che successivamente li concedono in noleggio a lungo termine agli effettivi utilizzatori italiani. Grazie a questo sistema diventa possibile sottoscrivere polizze assicurative polacche, caratterizzate da premi decisamente inferiori rispetto a quelli richiesti in molte province italiane e, in particolare, nell’area di Napoli, dove il costo della RC Auto rimane tra i più elevati del Paese.
Questo sistema consente di ridurre sensibilmente la spesa assicurativa, ma espone anche a numerosi rischi qualora non vengano rispettati tutti gli obblighi previsti dalla normativa. Proprio questa situazione ha contribuito alla diffusione delle immatricolazioni estere negli ultimi anni.
I numeri del fenomeno
I dati disponibili mostrano quanto il fenomeno abbia assunto proporzioni rilevanti. Secondo le rilevazioni dell’ACI, nel corso del 2025 nella sola provincia di Napoli sono state registrate oltre 14 mila targhe estere, quasi tutte provenienti dalla Polonia. Su scala nazionale, invece, circolano più di 68 mila veicoli con targa polacca, concentrati in larga misura proprio nel capoluogo campano.
La pratica è diventata così diffusa che in Polonia qualcuno ha iniziato a definirla “przekręt neapolski”, espressione che significa “truffa napoletana”. L’espressione identifica un sistema che, secondo le autorità polacche, sfrutta le differenze tra le normative nazionali e i costi assicurativi per ottenere vantaggi economici.
L’aumento dei risarcimenti preoccupa la Polonia
Le conseguenze economiche non riguardano soltanto l’Italia. Il PBUK, l’ufficio polacco incaricato della gestione dei risarcimenti assicurativi, ha registrato nel 2025 un incremento significativo degli incidenti avvenuti in Italia che coinvolgevano veicoli immatricolati in Polonia ma privi di un’effettiva copertura assicurativa.
L’aumento dei sinistri ha fatto crescere in maniera molto consistente i risarcimenti sostenuti dall’ente. In un solo anno l’importo è passato da circa 1,5 milioni di euro a oltre 4 milioni. Una crescita che alimenta le preoccupazioni delle compagnie assicurative polacche, le quali temono che queste maggiori spese possano riflettersi anche sui premi richiesti agli automobilisti residenti in Polonia.
La risposta del governo di Varsavia
Di fronte all’aumento delle irregolarità, il ministero delle Infrastrutture polacco ha avviato la preparazione di una riforma destinata a rendere molto più difficili le cosiddette revisioni fittizie, uno degli elementi che permettono il funzionamento del sistema delle immatricolazioni estere.
La misura principale introdurrà l’obbligo di documentare fotograficamente l’effettivo svolgimento delle revisioni tecniche direttamente nelle officine polacche. L’obiettivo consiste nell’impedire il rilascio di certificati di revisione per veicoli che in realtà non si trovano fisicamente nel territorio polacco. Il governo punta così a rafforzare i controlli e a limitare le pratiche irregolari che negli ultimi anni hanno favorito la diffusione delle targhe estere.
L’intervento rientra inoltre nel più ampio percorso di aggiornamento dei controlli tecnici promosso dall’Unione europea, che mira ad aumentare la sicurezza dei veicoli e a migliorare la tracciabilità delle revisioni.
Spuntano nuove targhe straniere
Nel frattempo il fenomeno sembra già evolversi. Dopo l’intensificazione dei controlli annunciata dalle autorità polacche, si osserva una crescita delle immatricolazioni con targhe della Repubblica Ceca e della Bulgaria. Questo cambiamento suggerisce che una parte degli automobilisti interessati a ottenere assicurazioni meno costose stia cercando nuove soluzioni sfruttando altri Paesi europei.
La stretta annunciata da Varsavia rappresenta quindi un passaggio importante nella lotta contro le irregolarità legate alle immatricolazioni estere. Resta ora da verificare se le nuove regole riusciranno realmente a ridurre il fenomeno oppure se porteranno semplicemente allo spostamento delle immatricolazioni verso altri Stati membri dell’Unione europea, dove potrebbero presentarsi condizioni simili a quelle che hanno favorito la diffusione delle targhe polacche negli ultimi anni.
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