Aggiornamento
Andrea Pirlo ha confermato ufficialmente che non guiderà la Nazionale italiana. L’attuale allenatore dello United FC di Dubai ha affidato a una storia pubblicata su Instagram il chiarimento definitivo sulla vicenda, spiegando di aver scoperto soltanto nella serata di domenica di non rappresentare più la scelta per il ruolo di commissario tecnico. Il messaggio diffuso lunedì mattina integra e precisa quanto aveva già scritto poche ore prima in merito al caso Fonbet, mettendo così la parola fine alle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni.
Il chiarimento sul caso Fonbet e il messaggio ai tifosi
Nel lungo messaggio pubblicato domenica notte, Andrea Pirlo aveva espresso tutto il proprio rammarico per il dibattito nato attorno alla sua candidatura alla guida della Nazionale italiana. Il tecnico aveva spiegato di aver scelto inizialmente il silenzio per rispetto delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ma di aver ritenuto necessario chiarire alcuni aspetti della vicenda. “Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.
I ringraziamenti a Maldini e Leonardo e l’addio al sogno azzurro
Nel finale del suo intervento, Andrea Pirlo aveva lasciato intuire che le possibilità di diventare il nuovo commissario tecnico fossero ormai svanite. Il tecnico aveva rivolto un ringraziamento a Paolo Maldini e Leonardo per la fiducia e la stima ricevute, sottolineando la loro competenza, la loro serietà e il profondo legame con il calcio italiano. “Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
Con la storia pubblicata lunedì mattina, Andrea Pirlo ha definitivamente chiarito di non rappresentare più il candidato per la panchina della Nazionale italiana, chiudendo così una vicenda che nelle ultime settimane aveva alimentato polemiche e numerose discussioni sul futuro della guida tecnica degli azzurri.
La possibile scelta di Andrea Pirlo come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana continua a far discutere ancora prima di un eventuale annuncio ufficiale
L’ex centrocampista campione del mondo rappresenta uno dei nomi più prestigiosi del calcio italiano, ma la sua candidatura non suscita soltanto valutazioni di carattere tecnico. Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla collaborazione professionale che lo lega a Fonbet, il principale bookmaker russo, e sulle conseguenze che questo rapporto potrebbe avere nel caso in cui arrivasse la firma con la Federazione Italiana Giuoco Calcio.
La questione riguarda soprattutto il profilo istituzionale del commissario tecnico della Nazionale. Chi ricopre questo incarico non svolge esclusivamente il ruolo di allenatore, ma rappresenta anche il calcio italiano nelle competizioni internazionali e nelle attività ufficiali della Federazione. Proprio questa dimensione istituzionale ha alimentato interrogativi sulla compatibilità tra la guida della Nazionale e precedenti accordi commerciali con un marchio che opera nel settore delle scommesse e che ha sede in Russia.
La partnership con Fonbet finita al centro delle polemiche
Al centro della vicenda c’è la collaborazione tra Andrea Pirlo e Fonbet, società che lo ha scelto come global ambassador. L’azienda ha promosso pubblicamente l’accordo presentandolo come un importante segnale di apertura internazionale, sottolineando la possibilità di coinvolgere una delle figure più celebri del calcio mondiale nonostante il difficile contesto geopolitico che interessa la Russia dopo l’inizio della guerra in Ucraina.
Le discussioni sono aumentate dopo la presenza di Andrea Pirlo a Mosca durante il Football Day organizzato dal bookmaker. L’evento si è svolto mentre il conflitto in Ucraina continuava a provocare forti tensioni sul piano internazionale. Questa partecipazione ha attirato numerose critiche da parte di osservatori, opinionisti e sportivi. Tra le reazioni più dure è arrivata quella dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, che ha contestato pubblicamente l’iniziativa e il significato simbolico assunto dalla presenza dell’ex campione italiano.
Le accuse rivolte a Pirlo non riguardano violazioni di legge, ma esclusivamente valutazioni di carattere reputazionale e politico. Il dibattito si concentra infatti sull’opportunità che una figura destinata a rappresentare ufficialmente il calcio italiano possa aver collaborato con un marchio che, nella comunicazione aziendale, ha valorizzato quell’accordo come dimostrazione della capacità della Russia di mantenere rapporti con grandi protagonisti dello sport internazionale.
Le critiche dal mondo della politica
La vicenda ha rapidamente superato i confini del mondo sportivo. Diversi esponenti politici hanno espresso forti perplessità sulla possibilità che Andrea Pirlo possa diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale mantenendo sullo sfondo questa esperienza professionale.
Tra gli interventi più discussi figura quello di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo, che ha definito la possibile nomina un «grave errore», arrivando a descrivere la candidatura dell’ex regista come «il piano Z del calcio italiano». Alla discussione hanno preso parte anche Carlo Calenda, Benedetto Della Vedova e Mauro Berruto, che hanno manifestato posizioni critiche nei confronti dell’ipotesi di affidare la panchina azzurra all’ex allenatore.
Le prese di posizione politiche hanno contribuito ad amplificare un confronto che ormai coinvolge aspetti sportivi, istituzionali e reputazionali. La discussione non riguarda infatti le qualità tecniche dell’allenatore, ma il messaggio che una simile scelta potrebbe trasmettere in un contesto internazionale ancora fortemente segnato dal conflitto in Ucraina.
Cosa prevede il regolamento in caso di nomina
Dal punto di vista normativo il quadro appare invece piuttosto chiaro. Andrea Pirlo non ha commesso alcuna violazione e, come libero professionista, ha pieno diritto di stipulare accordi commerciali e contratti di sponsorizzazione con aziende private. Tuttavia la situazione cambierebbe radicalmente nel momento in cui dovesse assumere ufficialmente il ruolo di commissario tecnico della Nazionale.
Le norme italiane che disciplinano il settore delle scommesse e i regolamenti federali impediscono infatti al commissario tecnico di mantenere rapporti contrattuali con società di betting. Per questo motivo, qualora arrivasse la nomina da parte della FIGC, l’interruzione del rapporto con Fonbet diventerebbe un passaggio necessario e obbligatorio.
Un ulteriore elemento riguarda anche il contesto professionale nel quale è nato l’accordo con il bookmaker russo. Il ruolo di ambasciatore del marchio risulta infatti collegato all’esperienza di Andrea Pirlo sulla panchina dell’United FC degli Emirati Arabi Uniti. Il presidente del club, Sergey Lomakin, possiede infatti importanti interessi economici proprio all’interno di Fonbet, circostanza che spiega il legame tra l’attività sportiva dell’allenatore e quella promozionale svolta per il bookmaker.
Qualora la Federazione decidesse di affidargli la guida della Nazionale, la cessazione di ogni rapporto commerciale con Fonbet rappresenterebbe quindi un requisito indispensabile per rispettare il quadro normativo vigente. In questo scenario gran parte delle polemiche legate all’incompatibilità formale perderebbe automaticamente consistenza, mentre resterebbe aperto esclusivamente il confronto sul piano politico e reputazionale che continua ad accompagnare il dibattito sulla possibile successione alla guida dell’Italia.
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