Un progetto per trasformare un capolavoro in patrimonio dell’umanità
La Regione Piemonte ha avviato il percorso che potrebbe portare uno dei dipinti più celebri della storia dell’arte italiana a ottenere il riconoscimento dell’Unesco. L’obiettivo riguarda Il Quarto Stato, l’opera realizzata da Giuseppe Pellizza da Volpedo, che da oltre un secolo rappresenta uno dei simboli più forti della dignità del lavoro e delle conquiste sociali. L’iniziativa coinvolge le istituzioni regionali e numerosi enti del territorio, con l’intenzione di costruire una candidatura capace di valorizzare non solo il quadro ma anche il suo significato storico e culturale.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato l’avvio del progetto insieme all’assessore agli Enti locali Enrico Bussalino. Al percorso partecipano anche il sindaco di Volpedo Elisa Giardini, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona Pier Luigi Rognoni, la presidente dell’associazione Pellizza da Volpedo Manuela Bonadeo, oltre a Stefano Barbieri e Marco Balossino. Tutti condividono l’intenzione di promuovere un riconoscimento internazionale per una delle opere più rappresentative del patrimonio culturale nazionale.
Il valore universale di un capolavoro della pittura italiana
Il Quarto Stato occupa un posto speciale nella storia dell’arte italiana. Il dipinto, completato all’inizio del Novecento, raffigura l’avanzata compatta dei lavoratori e nel tempo ha assunto un valore simbolico che supera i confini nazionali. L’opera richiama i temi della partecipazione civile, dei diritti e del progresso sociale, elementi che ancora oggi mantengono una forte attualità.
Secondo Alberto Cirio, il quadro possiede una portata universale e rappresenta un patrimonio che appartiene non soltanto al Piemonte ma all’intera umanità. Il governatore ha sottolineato la volontà di individuare il percorso più adatto per presentare la candidatura e avviare il confronto con gli organismi competenti.
«Il Quarto Stato rappresenta un simbolo universale di dignità del lavoro, progresso sociale e partecipazione civile. È un’opera che appartiene alla storia del Piemonte ma che ha saputo parlare al mondo intero», ha dichiarato Alberto Cirio.
Le istituzioni definiscono il percorso verso l’Unesco
Il percorso verso il riconoscimento Unesco richiederà un lavoro articolato e una valutazione approfondita delle modalità con cui inserire la candidatura. Le istituzioni piemontesi intendono procedere già nelle prossime settimane per individuare il filone più adatto e costruire una proposta in grado di valorizzare il dipinto, la sua storia e il messaggio che trasmette.
L’iniziativa punta anche a rafforzare il legame tra il capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo e il territorio che ne custodisce la memoria. Volpedo, in provincia di Alessandria, conserva infatti un rapporto profondo con l’artista e con la sua eredità culturale, diventata negli anni un elemento identitario per l’intera comunità.
Un messaggio ancora attuale di lavoro e partecipazione civile
L’idea di candidare Il Quarto Stato al patrimonio mondiale nasce dalla convinzione che il dipinto rappresenti un messaggio ancora vivo. Le figure che avanzano compatte nella celebre composizione continuano a evocare valori come solidarietà, diritti e partecipazione collettiva. La Regione Piemonte punta a trasformare questo patrimonio artistico in un simbolo riconosciuto a livello internazionale, valorizzando una delle opere più conosciute della pittura italiana.
«Intendiamo avviare un percorso per proteggere il dipinto, il suo messaggio, la sua storia e farlo diventare un patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. Lavoreremo già nelle prossime settimane per capire in quale filone inserire la candidatura, certi che davvero il Quarto Stato, con quello che rappresenta, sia un vero, concreto, chiaro e forte patrimonio dell’umanità», ha affermato Alberto Cirio.
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